Celebrazioni 150° Unità d'Italia: il monte Summano si riempie di tricolore
Il monte Summano si infiamma di tricolore. E' mezzogiorno del 17 marzo (festa dell'Unità d'Italia) quando la vetta vicentina dominata dal Cristo Re si colora di verde, bianco e rosso con l'accensione di una cortina fumogena in onore dei 150 anni dell'Italia unita. Più di duecento persone salgono, chi a piedi da Santorso e chi in auto, verso i 1300 metri del monte che domina la pianura vicentina. La manifestazione è in parte rovinata da una spessa coltre di nubi che ricopre la sommità montana, ma lo spettacolo va avanti.
Vi proponiamo alcune testimonianze che abbiamo raccolto sul valore che danno gli italiani alla festa nazionale tricolore. "Festeggiare oggi l'Unità d'Italia è ricordare il sacrificio di tanti italiani che hanno combattuto e sofferto con tanta generosità", ha affermato il sindaco Pietro Menegozzo del Comune di Santorso, che ha organizzato la manifestazione, patrocinata anche dalle amministrazioni di Schio, Velo D'Astico e Piovene Rocchette.
Tra i partecipanti all'evento tricolore del Summano, oltre alle varie associazioni civili e d'Arma e ai tanti cittadini, c'era anche l'attore Marco Paolini che ha salutato con un breve intervento l'accensione della cortina fumogena. La performance "il Monte è fumante, l'Italia s'è Desta" ideata dal regista Alberto Peruffo, per gli organizzatori vuol essere un segnale di unione per difendere i valori costituzionali, le inalienabili bellezze, le capacità creative, i patrimoni culturali, artistici, sociali e ambientali che l'Italia possiede e che vede continuamente messi in pericolo dalla immemore contemporaneità. Di fronte a una Pianura Padana devastata dal cemento e da spinte anticulturali, il monte Summano ha eruttato orgoglioso i colori della bandiera nazionale, simbolo dei valori e dei patrimoni inscritti nella Costituzione Italiana, a difesa del territorio e dei beni comuni. Prima di scendere dal monte tutti hanno intonato l'inno di Mameli e alcune cante di montagna. La giornata si è conclusa nell'aula magna dell' Istituto comprensivo G. B. Cipani di Santorso con l'orazione civile insieme a Enio Sartori, Alberto Peruffo, Paolo Rumiz, Bepi De Marzi, Marco Paolini e Nicola Brugnolo.
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