Bacchiglione: dopo l'alluvione, gli argini a monte di Vicenza sono ancora da rifare

 

 

canoa-in-baccchiglioneIl primo novembre 2010 il Bacchiglione esonda e allaga Caldogno e Vicenza. Con Giuseppe Faresin, il famoso canoista che ha percorso nel 2010 il Danubio in kayak, abbiamo disceso il fiume vicentino da Cresole a Vicenza fino al Ponte Pusterla. Durante il viaggio, durato due ore, abbiamo osservato la precarietà degli argini devastati dalla piena dell'autunno scorso. Solo alle porte di Vicenza i lavori sono a buon punto e i mezzi meccanici stanno continuando l'opera di ripristino delle sponde. La piena di Ognissanti ha portato nel fiume anche la sporcizia: sacchetti di plastica fluttuano al vento impigliati tra gli alberi che si affacciano sulle acque del Bacchiglione; una visione desolante che è accentuata dagli scheletri ossuti dei rami ancora spogli delle foglie.
 L'erosione degli argini e il dilavamento delle campagne ha aggiunto anche nuovo sedimento sul fondo del fiume che andrebbe asportato con un'opportuna pulizia del fiume. Faresin ammette: il fiume non è più la pattumiera di un tempo, ma l'ultimo disastro naturale ha lasciato il segno.