Lavoro in bilico, continua la protesta dei dipendenti della Biasia Spa a Povolaro

chiuso-per-sciopero Iniziato venerdì 17 settembre, lo sciopero dei lavoratori e delle lavoratrici della Biasia spa di Povolaro sta proseguendo ad oltranza. I 50 dipendenti rimasti nella ditta di produzione di borse moda vicentina, che comprende anche 30 lavoratori del comparto logistico in cassa integrazione a zero ore, chiedono all'azienda un incontro per conoscere il proprio futuro lavorativo e le prospettive di rilancio aziendale. L'iniziativa sindacale cerca di promuovere un incontro con i vertici del gruppo Mosaicon di Bologna, da cui dipende la Francesco Biasia e che comprende altre 3 ditte del comparto pelletteria moda e una calzaturiera. Le rappresentanze sindacali temono ulteriori contrazioni di personale nonostante siano state date assicurazioni dalla proprietà che il centro produttivo vicentino diventerà il centro per eccellenza della produzione di borse in pelle.

 Sin dal gennaio 2010 i dipendenti della Biasia hanno assistito ad una continua diminuzione di personale. Dei tre capannoni produttivi di Povolaro solo uno quello della manifattura è rimasto produttivo.  Intanto il gruppo Mosaicon, dal canto suo, ha già comunicato ai dipendenti di Povolaro di riuscire ad incontrare le rappresentanze sindacali per discutere il piano aziendale  entro il 1° ottobre dopo che i vertici aziendali saranno tornati dall' Inghilterra. Accogliendo così le richieste di incontro sindacale con i responsabili del gruppo, la direzione aziendale ha invitato i dipendenti a sospendere lo sciopero e tornare al lavoro.  Il rappresentante sindacale Dario Bizzotto della  Femca Cisl chiede per quanto possibile di anticipare l'incontro per riuscire a dare prospettive più concrete ai dipendenti in sciopero che temono un'ulteriore riduzione del personale nonostante l'azienda vicentina. La vicenda della Biasia spa è solo una parte di una crisi economica sofferta dal settore moda nel vicentino. Molte aziende medie stanno applicando contratti di solidarietà per riuscire a competere nel mercato e 120 operai dell'Olimpia di Vancimuglio rischiano a gennaio prossimo di entrare in mobilità per la conclusione della Cassa integrazione.