Falsi invalidi vicentini, quanti sono?
Gli invalidi sono persone affette da patologie congenite o acquisite, anche psichiche. Possono essere invalidi del lavoro o invalidi civili. La menomazione viene stabilita in punti percentuali con una visita medica: la soglia per ottenere l'assegno dall'Inps è l'invalidità superiore al 74 per cento. Chi percepisce l'assegno, comunque, può continuare a lavorare e ad avere un'occupazione e un altro reddito. La menomazione può anche peggiorare nel tempo, in quest'ultimo caso il medico può riconoscere il miglioramento e ridurre la percentuale di invalidità, cosa che porta alla revoca dell'assegno Inps. A Vicenza, nel 2009 fino ad oggi l'Inps ha erogato una pensione a 224.687 persone, su 862 mila abitanti della provincia: 152.419 sono pensioni di vecchiaia, 52.979 assegni a “superstiti” (il coniuge del pensionato deceduto), 13.156 pensioni di invalidità e 6.133 assegni sociali. «Mediamente l'importo dell'assegno di invalidità, a Vicenza, è di 605 euro lordi al mese – spiega il direttore dell'ente di previdenza – circa 450 euro netti. Durante tutto quest'anno abbiamo fatto molte ispezioni, in tutto 917». I controlli sono stati fatti in ossequio al piano nazionale, varato a febbraio dal governo per scovare gli invalidi civili (cioè con menomazione non derivante da attività lavorativa) fasulli: in tutta Italia sono stati previsti 200 mila controlli straordinari da parte dell'Inps entro fine 2009, con l'obiettivo di risparmiare almeno 300 milioni di euro. Nel Paese, secondo le informazioni fornite dal ministero dell'Economia, gli assegni di invalidità civile sono circa 2 milioni, con una spesa annua di diversi miliardi di euro. Secondo una statistica ministeriale fatta ad agosto, su oltre due milioni di prestazioni complessivamente fornite in Italia, al Nord ne spettano quasi 788 mila; poco più di 435 mila al Centro; oltre 913 mila al Sud. La “maglia nera”, secondo i calcoli ministeriali, va all'Umbria: 5,48 pensioni ogni 100 abitanti. La regione meno colpita è invece la Lombardia con una media di 2,79.
Vicenza, provincia modello? Incrociamo due numeri
In effetti, anche senza fare nessun controllo incrociando un paio dei dati sopra citati si capisce che o c'è qualcosa che non torna, oppure la città di Palladio e la provincia che la circonda sono un'isola felice in un mare di sofferenza. Già, perché qui da noi gli assegni sono 13.156 su 862 mila abitanti, cioè un abitante e mezzo su cento è invalido civile. Nel complesso invece, in Italia, su 60 milioni e 170 mila abitanti due milioni sono invalidi civili con assegno: ovvero 3,3 abitanti su 100. La provincia di Vicenza “vince” anche sulla regione Lombardia, citata prima. E di sicuro i 300 milioni di euro da risparmiare sui falsi invalidi non verranno trovati qui: «Sui 917 controlli che abbiamo fatto in provincia – spiega il direttore dell'Inps – 33 assegni sono stati revocati. Questo non perché fossero falsi ma perché il medico dell'Inps ha trovato che nel paziente vi fosse stato un miglioramento, rispetto alla precedente visita, tale da portare l'invalidità sotto il 74 per cento». Cosa succede quando si è sotto il 70 %? «La legge considera la persona atta a lavorare. Può anche essere senza un braccio, ad esempio, ma per la legge può lavorare perché questa patologia in genere non porta l'invalidità al 74 per cento» spiega il direttore Inps. In realtà, anche se è chiaro che un ente pubblico non può che rispettare la legge, viene da chiedersi come possa mantenersi una persona con una condizione così invalidante. «Sempre per legge è previsto che le aziende assumano, nel complesso di un certo numero di lavoratori, una persona invalida» spiega il funzionario, che lavora anche per il sindacato Cgil. Comunque, la revoca dell'assegno di invalidità può essere oggetto di ricorso, se chi lo riceveva ritiene di essere stato vittima di un'ingiustizia: «In questo caso il medico Inps fa una nuova visita, e il ricorrente a sua volta si fa visitare da un altro medico del lavoro, in genere uno di un patronato sindacale. Una commissione di dirigenti dell'Inps poi valuterà il caso specifico. In genere il parere dei due medici però è concorde e si sceglie di sostenere quella posizione: ad esempio la settimana scorsa a Vicenza abbiamo avuto 13 ricorsi, in dieci di questi i medici dell'Inps e del patronato, dopo le rispettive visite, erano d'accordo sul revocare o meno l'invalidità». Oltre alle 33 revoche, in un anno di controlli sono state tolte anche 28 indennità di accompagnamento: «Queste vengono date in aggiunta all'invalidità a chi, essendo gravemente menomato, ha bisogno di una badante o comunque di un infermiere. Però anche questi possono migliorare, in tal caso viene tolta questa parte dell'indennità». Secondo Cestonaro, la presenza di pochi falsi invalidi su suolo berico «è dovuta alla serietà delle commissioni mediche. Le visite sono serie, l'indennità viene data solo a chi ne ha effettivamente diritto. Non vuol dire che la gente non tenti di imbrogliare, qui più o meno che altrove, è il medico che è rigoroso e non ci si scappa. Lo si vede ad esempio dalla bassa discordanza che c'è fra medici anche nei casi di ricorso, quando viene tolto l'assegno».
Andrea Alba
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