La danza Dogon in tourneè a Vicenza
I riti funebri dei Dogon del Mali, studiati da decenni da antropologi ed etnologi, sono arrivati anche a Vicenza, mercoledì 30 giugno in un Ridotto del Comunale di Vicenza pressoché esaurito per l'appuntamento con la Troupe Awa de Sangha, guidata da Sékou Ogobara Dolo. Non hanno voluto fossero fatte riprese della danza: per i Dogon non si tratta di spettacolo, ma di un rito religioso che conclude un percorso luttuoso durato tre anni dalla scomparsa del defunto. Quindi niente trucchi in scena, nessun gioco di luci o trovata registica. I danzatori hanno volti coperti da maschere rituali scolpite nel legno nella foresta dopo un percorso iniziativo di tre mesi. Ci sono giovani e anziani, muscoli guizzanti e rughe in egual misura. Sono contadini, esperti nel coltivare la sabbia per farne nascere di che vivere, soprattutto miglio: e tali rimangono sul palco. Con i proventi dei loro spettacoli sostengono la propria comunità e non a caso il gruppo è composto dai rappresentanti dei singoli quartieri di Sangha e dei villaggi limitrofi, in modo che il ricavato delle tournée abbia una ricaduta sul più esteso numero di famiglie, ed è devoluto a sostenere progetti agricoli, idrici, sanitari nella loro terra, una delle più povere del pianeta, soggetta a siccità, a carestie e a epidemie, con una altissima mortalità infantile in modo che il guadagno si distribuisca il più possibile. La danza dei Dogon è stata promossa dalla associazione MetisAfrica da anni impegnata a dare sostegno economico e sociale in Africa.
In questi anni le rappresentazioni del gruppo hanno percorso tutti i continenti. La Troupe, ospitata di volta in volta dalle associazioni che organizzano i loro spettacoli rituali nei teatri, è costituita da 15 uomini, contadini di mestiere e iniziati alla società segreta delle maschere. Le danze Dogon sono state studiate ed approfondite da antropologi ed etnologi (primo fra tutti il loro scopritore Marcel Griaule), e dal regista inglese Peter Brook che vi ha trovato un esempio unico di movimento, senso simbolico dell’esistenza, capacità espressiva e figurativa. A condurla a Vicenza ha provveduto, con il patrocinio del Comune, Metis Africa, organizzazione di volontariato che in quel Paese porta avanti una serie di progetti di aiuto alla popolazione locale della Repubblica africana del Mali rivolti sopratutto al sostegno e alla cura dei minori come per esempio le "adozioni a distanza " di bambini orfani, sostegno alle scuole rurali e costruzioni di nuovi reparti per l'ospedale di Sangha - soprattutto nel settore della maternità -
Per informazioni www.metisafrica.org
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