Tribunale di Bassano, si va al patteggiamento per i manager Ex Tricom
Tricom ex Galvanica, il Tribunale di Bassano sceglie di svolgere con il rito abbreviato il processo per le morti sospettate di essere conseguenza di avvelenamento da cromo. Il giudice bassanese, Deborah Di Stefano, lo ha deciso ieri nella seconda udienza del procedimento: la scelta è stata fortemente criticata da alcuni fra i familiari degli operai dell'azienda di Tezze sul Brenta deceduti per sospetto avvelenamento da agenti inquinanti. "Si è scelto di procedere “sottovoce” – lamenta il comitato “Salute Pubblica” di Tezze, cui partecipano le famiglie dei lavoratori – con il rito abbreviato semplice sulla base di una perizia disposta a suo tempo totalmente favorevole agli imputati, senza alcuna altra testimonianza o perizia. Su questa base le parti lese, quelle che ancora non hanno celebrato alcuna causa civile, sono costrette a ritirarsi perché l’eventuale sentenza di assoluzione degli imputati le priverebbe della possibilità di affrontare il rito civile od anche il più semplice ricorso all’Inail per il riconoscimento della malattia professionale". Nella stessa udienza il giudice ha sentenziato che il "Comitato in difesa della Salute di Bassano del Grappa e Tezze sul Brenta”, il comune di Cittadella e Legambiente non potranno costituirsi parte civile nel procedimento. La causa è stata fortemente voluta dalle famiglie degli operai della Galvanica, morti negli anni successivi per tumore, in particolare dalla famiglia Bonan. Secondo le famiglie, il fatto è direttamente legato alle condizioni di lavoro in cui si operava all'interno del reparto cromatura. Il Giudice per le indagini preliminari, Barbara Trenti, il 13 dicembre scorso ha sciolto la riserva ed ha avviato il procedimento per tre imputati – Adriano Sgarbossa, Paolo Zampierin, Rocco Battistella – per i quali a giorni si attende che il pubblico ministero bassanese Giovanni Parolin depositi i capi d'imputazione. Le “parti offese”, gli operai che lavoravano alla Tricom e per i quali il Gip riconosce una ipotetica correlazione fra l'attività lavorativa e il processo, sono Domenico Bonan (morto nel 2000), Roberto Ceschi (deceduto nel 1997), Pietro Zarpellon (1998), Ugo Conte (1999), Emilio Dal Fior (2004) e Angelo Girolimetto (1999). Altre otto morti “sospette” sono state invece escluse dal giudice nel processo.
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