Techtopia: nuovi paradisi artificiali senza regole, nè leggi

 

progetto isola artificiale TechtopiaLa notizia ricorda subito il film di fantascienza di Kevin Costner, Waterworld, un mondo sommerso dall'acqua in cui sopravvivono gruppi sparuti di persone in isole-atollo governate da proprie leggi. La proposta viene da Peter Thiel, inventore di PayPal, sito di pagamenti online che sta investendo un milione e 250 mila dollari nella progettazione di un gruppo di isole mobili, ribattezzate Techtopia, in acque internazionali. In ogni micro-nazione che dovrebbero sorgere su strutture simili alle piattaforme petrolifere, per un peso di 12mila tonnellate vi abiteranno fino a 270 abitanti, liberi da ogni forma di legislazione, da lanciare nelle acque internazionali. Per Thiel le isole Techtopia, potrebbero servire da base per "la sperimentazione di nuove forme di governo" ispirate a principi libertari come l'esenzione delle imposte, l'assenza di assistenza sociale, di salari minimi, di regolamentazioni sull'edilizia, la riduzione delle restrizioni sul commercio di armi e l'assenza di convenzioni morali.

L'obiettivo di Thiel e del Seasteading Institute è quello di costruire una rete integrata e collegata di isole -dozzine o anche centinaia- capace di ospitare, entro il 2050, dieci milioni di residenti. Intanto l'imprenditore del web assicura che a partire dal prossimo anno ed entro il 2019 verrà lanciata a largo della costa di San Francisco una flottiglia di uffici per super manager. Insomma un progetto non alla portata di tutti, e non solo dal punto di vista economico. Dietro al progetto delle isole fiscali si nasconde in gran parte il Seasteading Institute, una struttura fondata da Wayne Gramlich e Patri Friedman nel 2008 come un'organizzazione votata alla costruzione di comunità mobili su piattaforme autonome che operano nelle acque internazionali, chiamate in inglese "seasteading". Un sogno politico senza leggi, nè morali, specchio forse di una società spietata che ha portato il mondo verso il default finanziario attuale. L'idea di un isola artificiale -Stato sovrano- ha un precedente tutto italiano. Mosso da un etica sicuramente più morale e un tantino più visionaria,isola artificiale delle rose mare adriatico 1968 nel 1968 l'ingegnere bolognese Giorgio Rosa terminò la costruzione a largo dell'Adriatico, in corrispondenza della costa emiliana ma a 500 metri dalle acque territoriali italiane, di una piattaforma dal nome di Isola delle Rose che proclamò stato sovrano. Qui vigeva un governo autonomo del quale Rosa era il presidente, la lingua parlata era l'esperanto e la valuta era il "mill". L'esperimento di Rosa durò 55 giorni dalla dichiarazione di indipendenza, avvenuta il 1 maggio del 1968: il 25 giugno dello stesso anno le forze dell'ordine sbarcavano sulla piattaforma e la occupavano. Successivamente l'Isola delle Rose fu affondata e smantellata.