Contro il digital divide il Veneto finanzia 160 centri di accesso pubblico ad internet

wi_fiLa Regione del Veneto combatte il “digital divide” mettendo a disposizione di 160 Comuni centri pubblici di accesso ad internet. L’arma è il milione e mezzo dato come contributo per l’operazione. «Da un recente sondaggio Istat – afferma l’assessore veneto all’Informatica Marino Zorzato - risulta che il personal computer è diffuso nel 54,3% delle famiglie mentre l’accesso ad Internet nel 47,3%: si registra un forte divario tecnologico da ricondurre a fattori di tipo generazionale, culturale ed economico. Questo dato aumenta nelle famiglie composte da persone di 65 anni e più dove appena il 7,7% possiede il computer e il 5,9% ha l’accesso ad Internet. Offrire accesso gratuito ad internet e assistenza ai servizi digitali della Pubblica Amministrazione, è un modo concreto di venire incontro ai bisogni di alfabetizzazione informatica di tutte le fasce della popolazione».

 

Per i Comuni sotto i 5000 abitanti è stato stabilito un contributo di 7000 euro per realizzare un centro pubblico con almeno tre postazioni; per i Comuni sopra i 5000 abitanti invece il contributo è di 900 euro per realizzare un centro pubblico con almeno quattro postazioni. In base delle domande pervenute la Regione ha finanziato 21 comuni in provincia di Verona per un importo complessivo di 171 mila euro, 28 comuni in provincia di Vicenza per un importo di 231 mila euro, 18 comuni in provincia di Belluno per un importo di 130 mila euro, 21 comuni in provincia di Treviso per un importo di 173 mila euro, 16 comuni in provincia di Venezia per un importo di 161 mila euro, 28 in provincia di Padova per un importo di 255 mila euro, 28 comuni in provincia di Rovigo per un importo di 241 mila euro. L’intervento fa parte delle misure del Programma Operativo Regionale relativo alla programmazione 2007-2013 del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, e si pone come obiettivo quello di creare centri pubblici (denominati P3Veneti) che siano in grado di ridurre il “divario digitale” dei cittadini e delle famiglie.