Solar Expo,l'innovazione passa per la sostenibilità energetica
Solar Expo 2010 chiude l'undicesima edizione con un bilancio più che positivo. La rassegna internazionale su energie rinnovabili e generazione distribuita che ha chiuso i battenti il 7 maggio scorso ha richiamato nei padiglioni veronesi ben 69.500 visitatori (un più 9% rispetto al 2009).
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Il successo va condiviso anche con GreenBuilding, l’evento parallelo dedicato all’archiettura sostenibile ed efficienza energetica, che divide con la prima non solo il buon risultato ma anche la soddisfazione degli organizzatori: “Con il tutto esaurito come spazi espositivi e oltre 70mila visitatori certificati possiamo ritenerci soddisfatti – ha commentato Sara Quotti Tubi, direttore delle due manifestazioni -. La forte dinamicità del mercato delle rinnovabili a cui stiamo assistendo in questi ultimi anni e il trend di sostenibilità che caratterizza il settore dell’architettura hanno finalmente dato respiro al mercato sia a livello nazionale sia a livello internazionale, come testimonia la soddisfazione dei nostri, oltre, 1200 espositori”. A Solar Expo si è anche parlato del nuovo Conto Energia In attesa della sua approvazione, che dovrebbe arrivare entro giugno, l’ingegner Emilio Cremona, presidente della GSE S.p.a., ha parlato di un settore, quello del fotovoltaico, già molto attivo in Italia chiamato però a vincere la sfida futura di diventare realmente competitivo e al tempo stesso un traino per l’economia verde ‘made in Italy’. Al 31 dicembre 2009 sono stati istallati 727 MW che, sommati a quelli finora messi in funzione, fanno salire il dato complessivo a 1.142 MW. Gli impianti presenti nel territorio italiano, secondo i dati forniti dal GSE , sono 71.000 per il 90 percento di taglia inferiore ai 20 KWp, dei quali il 32% sono totalmente integrati, il 61%sono parzialmente integrati, mentre solo il 7% non è integrato. Il Costo per l'incentivo sostenuto dalo Stato è stato di 292 milioni di Euro ed ha portato l'Italia al quinto posto nel mondo per energia prodotta da Fotovoltaico. Nonostante la crisi finanziaria abbia avuto un impatto significativo su tutti i mercati e il Conto Energia sia ancora da considerare come uno strumento normativo piuttosto giovane, il fotovoltaico italiano ha fatto registrare un notevole incremento, tanto che gli analisti stimano di poter raggiungere entro la fine del 2010 circa 2.500 MW di potenza totale installata. Risultati che, come ha sottolineato il Presidente del GSE, sono stati ottenuti senza dubbio grazie alle industrie attive nel comparto e all’impegno statale, ma a cui si è giunti anche per merito del Gestore stesso che ha saputo adattarsi ai cambiamenti e alle mutate richieste del settore. Il presidente Cremona ha poi voluto chiarire che i ritardi nell’approvazione dell’attesissimo nuovo Conto Energia non sono stati responsabilità né del GSE né del Ministero, ribadendo l’intenzione di entrambi a proseguire sulla strada del potenziamento di tutto il settore. Per il nuovo Conto Energia ora si attende la Conferenza tra Stato e Regioni. Le novità attualmente prevedibili dal nuovo Conto Energia sono le maggiori differenze circa le potenze istallate. Gli impianti saranno divisi tra quelli sugli edifici e quelli posti a terra oltre a prevedere differenziazioni tra gli impianti tra innovativi e a concentrazione solare. Le tariffe saranno poi divise temporalmente in tre periodi - 1°gennaio - 1° maggio - 1° settembre, con progressivo calo della quota che varierà in media tra un 10 e un 25% rispetto al 2010. L'ingegnere Geraldo Montanino, capo della direzione opreativa del GSE, ha però voluto precisare che il taglio riguarderà solo l'incentivo e non il valore dell'energia prodotta, che sarà effettivamente dell'ordine del 8-10%. La decisione di abbassare gli incentivi è stata motivata dal calo del 50% del prezzo dei moduli e un incentivo troppo alto, continua l'ingegnere della GSE, non stimola le aziende che vendono e istallano piccoli e medi impianti ad abbassare i prezzi. Dal GSE è stata, poi, sollecitata anche l’adozione di una formula capace di stimolare tutta la filiera italiana del fotovoltaico che potrebbe essere, come ha spiegato il presidente Cremona, un marchio per contraddistinguere le ditte italiane attive in questo particolare mercato, fino a renderlo strumento concreto di promozione per tutto il comparto nazionale.
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