06 Lug 2010

 Ormai le vecchie tecniche produttive sono scomparse, tanto che anche qui sorgono musei etnici della cultura contadina a ricordo della fatica di un tempo. Ora i vigneti e gli uliveti vengono messi a dimora secondo tecniche moderne e nelle cantine si presta attenzione alla qualità del prodotto, dalla pigiatura alla maturazione in botte, fino alla distribuzione. Pure gli ulivi vengono “riammodernati”. Gli antichi olivi, poco produttivi, vengono sostituiti da nuove piante provenienti prevalemente dalla toscana e dal veneto e le olive vengono raccolte prima della completa maturazione per ottenere così gusti più corposi e fruttati. Con la collaborazione del’assessorato istriano dell’Istria abbiamo visitato tre realtà produttive locali: dalla più grande alla più piccola per capire il salto di qualità che hanno raggiunto il vino e l’olio locale come i CABERNET SAUVIGNON (11,5%) dal gusto intenso di ciliegia e le chiare malvasie, tipici vini bianchi del luogo. Alcuni di questi prodotti hanno vinto prestigiosi premi internazionali come il MUSKAT RUZA (Moscato rosa) prodotto dal Consorzio Agrilaguna che ha vinto il primo premio al Concorso Mondiale di Moscati, edizione 2009, tenutosi in Francia, o lo strepitoso MALVASIA della piccola azienda Angelo Brcic, che nel 2008 ha vinto la medaglia d’oro, primo vino assoluto in campo nazionale croato (14,00%), dall’aroma inconfondibile, profumo intenso e gusto corposo. Ma l’Istria non finisce qui: il viaggio potrebbe continuare all’infinito come sono infinite le sue particolarità curiose, dalla storia all’enogastronomia. Il turismo è una voce fondamentale, oltre all’agricoltura, nell’economia istriana. Per questo l’accoglienza è sempre benevola e il confort assicurato.

istria, ragazza con bicchiere di vino

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