09 Feb 2011

Lo spiedo di quaglie è un’antica tradizione della Pedemontana Vicentina, caratteristica in particolare della zona di Levà. E’ infatti attestato che fino al diciannovesimo secolo gli abitanti della zona catturavano quaglie selvatiche attirandole con le “quajare”, dei particolari richiami di legno, per poi andare a venderle ai nobili e a Thiene, città in cui c’era un punto di smercio. La vendita della quaglia selvatica, a Levà, era un’importante fonte di reddito che contribuiva a mantenere le famiglie meno abbienti durante l’inverno. Accanto alla pratica tipica della zona, si è sviluppata una tradizione anche culinaria, con una serie di ricette memorabili basate sulle quaglie. A partire dallo spiedo di quaglia, con salvia, lardo, spezie e carne di maiale, messo a rosolare lentamente accanto al fuoco con accurate pennellate di olio per dorare la carne al punto giusto. Il tutto si traduce in un piatto irresistibile, ed è su queste basi che è nata la Confraternita: «E’ stata istituita con atto notarile lo scorso settembre, il priore eletto è Daniele Scandola – spiega Dario Vendramin, uno dei “confratelli” – siamo oltre 110 soci, ci accomuna la passione per questa specialità culinaria. Per lo più si tratta di vicentini, ma ci sono iscritti anche dalla provincia di Treviso». A Levà lo spiedo di quaglie è stato introdotto nelle occasioni pubbliche dieci anni fa, nella sagra paesana del 2001, e da subito ha ottenuto un grande successo. «La nostra sagra era nota per lo spiedo di uccelli, fino a quando si poteva cacciarli – continua Vendramin – la quaglia è risultata altrettanto apprezzata, tanto che da otto anni oltre che nella tradizionale festa annuale della contrada proponiamo il 30 ottobre un “quaja day”, nel quale cuociamo gli spiedi su prenotazione». Un “take away” dal sapore tutto vicentino: chi prenota viene direttamente con le pentole e si porta a casa la squisita pietanza. Ogni anno nel “quaja day” vengono cotte circa 850 quaglie. Questo piatto così tipico si è fatto tanto apprezzare da venir richiesto persino all’estero: nel 2009 il gruppo di appassionati di Levà, prima ancora di riunirsi in Confraternita, ha infatti viaggiato sino a Klagenfurt, nella Carinzia austriaca, per far gustare agli abitanti della zona lo spiedo di quaglie e le altre specialità vicentine in una riuscitissima festa paesana. E a Natale 2010 la Confraternita ha offerto un piatto di quaglie allo spiedo anche a don Antonio Mazzi, in visita a Montecchio Precalcino. L’anno scorso la Confraternita ha presentato anche il libro “Dalla quajara di un tempo.. allo spiedo di oggi”: un volume ricco di racconti, testimonianze e ricordi, frutto di un intenso lavoro di ricerca negli archivi storici. «Fin da quando abbiamo formato l’associazione, a settembre, avevamo deciso di festeggiare l’evento con una serata di gala molto particolare – spiega Vendramin – una cena in un luogo esclusivo, con un menù tutto basato sulle quaglie. Villa Nievo Bonin Longare, a Montecchio, è stata una scelta perfetta: un luogo stupendo, nei saloni si respira la nobiltà del luogo. Per l’occasione, nel menù abbiamo inserito una particolare ricetta, assai ricercata ma citata nelle testimonianze più antiche: spiedo di quaglie avvolte in foglie di vite». Il piatto prevede una preparazione dello spiedo simile a quella normale, la variante sono le foglie: vengono legate strettamente attorno al volatile, senza aggiunta di spezie, e conferiscono alla carne un gusto particolarmente delicato. Molto originali anche le altre portate. Gli antipasti comprendevano: ovetti di quaglia al burro in cialda di grana; ovetti marinati su letto di misticanza; barchette con finocchio, arancia e ovetto sodo; crostino al patè di quaglia; coscette su letto di polenta; petto alla salvia. Come prima portata, gli ospiti hanno potuto poi gustare un nido di fettuccine al ragù di quaglia. A seguire, i secondi: quaglia allo spiedo; quaglia avvolta in foglia di vite; porzioncina di maiale allo spiedo; polenta “onta” nella leccarda, con contorni di tarassaco (“pissacan in tecia”) e radicchio. Le portate sono state accompagnate da vini Bastia Saccardo, e per finire un altro dolce molto tipico per dessert: il “macafame”, con il simbolo della quaglia creato con del cacao e uno stampino. «La serata è riuscita alla perfezione – conclude Vendramin – grazie a questi eventi potremo gettare le basi per continuare a far crescere il turismo, partendo dall’enogastronomia per far apprezzare i paesaggi e i panorami del nostro Veneto». E se vi è venuta voglia di gustare una quaglia allo spiedo, vi assicuriamo che la Confraternita non vi deluderà: ci vediamo a settembre 2011, fra gli stand della prossima sagra di Levà!

 

 

 

 

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