16 Ago 2010

Giuliana Musso con il suo spettacolo definisce la meretrice e i suoi clienti  come paradosso dei nostri tempi. Il fenomeno è comunque enorme: ogni giorno ci sono 25.000 atti sessuali a pagamento, quasi 10 milioni all’ anno. Nello spettacolo l’ attrice diventa un pensionato, un agente di commercio, una mamma, una prostituta, un ventenne addetto all’ assemblaggio, un piccolo imprenditore. Non esiste una categoria fissa di clienti. Le prostitute sono frequentate da un pubblico trasversale: giovani, anziani, ricchi, poveri, single, padri di famiglia. In fondo l’amore mercenario per il maschio è frutto di repressione, di una sessualità dissociata dai sentimenti. Per vivere i propri vizi segreti non c’è poi soltanto la prostituzione: in Italia esistono centinaia di club privé, di topless bar. Fra i personaggi che interpreta Giuliana Musso c’ è un piccolo imprenditore che non è un habitué e Monica, giovane madre di famiglia. “Lei vive una sessualità difficile anche per quell’ ignoranza tipica in fatto di sessualità che spesso accomuna le giovani spose”. Sexmachine non si pone comunque come uno spettacolo contro la prostituzione. “Credo anzi che la libera prostituzione vada in un certo moda protetta, favorita, in quanto rappresenta un bisogno” ci dice Musso, “ogni regolamento che la limita va ad agevolare l’ attività criminale degli sfruttatori”. Ad accompagnare Giuliana Musso nel sua “piece” teatrale è un musicista vicentino, Gianluigi (Igi) Meggiorin che ha composto le musiche originali dello spettacolo. La regia è di Massimo Somaglino.

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