30 Mar 2011

 

La “Festa del Popolo Veneto”, indetta nel 2007 dalla Regione Veneto nella ricorrenza della fondazione di Venezia, 25 marzo, è stata celebrata dalla Provincia di Vicenza (in particolare dall’assessore all’Identità Veneta, Martino Bonotto) e dall’associazione Pedemontana.Vi con tre appuntamenti. Il “via” lo ha dato, il mattino di venerdì nella sala del consiglio di Palazzo Nievo a Vicenza, la presentazione alle scolaresche degli istituti superiori del progetto “Storia delle Venezia” da parte del professor Giorgio Cracco. In serata, invece, musicisti “armati” di violini hanno accolto con melodie classiche decine di vicentini all’ingresso di Villa Cordellina, in occasione dell’incontro “Veneto: un percorso che dura da più di 2000 anni”. Durante la serata gli spettatori hanno potuto apprezzare, nella splendida sala grande della villa, poesie in lingua veneta recitate da narratori professionisti del “Theama Teatro”, seguiti da dolci melodie della “Banda Brian” e da balli messi in scena da decine di figuranti in costume de “sti ani” proposti da “Ballincontrà”. Lo spettacolo si è concluso con i divertenti racconti di Claudio Capozzo, di Lugo Vicentino, e un approfondimento sulla prima testimonianza storica dell’idioma veneto: una stele paleoveneta rinvenuta ad Isola Vicentina con un riferimento fonetico al modo di parlare degli antichi veneti.

Il sabato, invece, è stato all’insegna della festa in piazza a Marostica e delle passeggiate in notturna al Castello Inferiore. Dalle 21 in poi centinaia di visitatori (tra cui anche moltissimi degli stessi abitanti della città murata) hanno potuto visitare il castello accompagnati da quattro guide, passeggiando tra le torri e il camminamento di ronda del maniero alla luce di centinaia di fiaccole. Nella sala consiliare, ad attendere i visitatori, c’erano tre musicisti intenti a suonare melodie medioevali. La visita è proseguita per le stanze del museo, compresa quella con i costumi della biennale “Partita a Scacchi”, poi lungo il percorso del mastio da cui si può osservare dall’alto tutta la città vicentina e del cammino di ronda dove si trova una campanella conosciuta dai marosticensi come la “campana della fortuna”. Forse per la curiosità, o magari per cercare una facile vittoria all’Enalotto, i visitatori non hanno perso occasione far squillare la campanella: i rintocchi hanno continuato a risuonare nella bellissima piazza degli Scacchi per tutta la sera. Durante l’evento, alle centinaia di visitatori della rocca l’associazione ProMarostica non ha mancato di offrire le specialità tipiche della terra vicentina: dal Baccalà alla sopressa, ai formaggi Asiago e Morlacco, al dolce alle ciliege tipico dell’area pedemontana, accompagnati dai vini di Breganze. «La risposta di studenti e cittadini ai vari incontri – sottolinea l’assessore provinciale Bonotto – dimostra che non solo lo spirito è stato capito appieno e condiviso, ma soprattutto che la riscoperta di valori e tradizioni non può prescindere dalla conoscenza delle proprie radici. Questa festa non va certo intesa come “sagra”, bensì come momento clou di una civiltà e cultura millenaria».

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