01 Dic 2011

 

L’ultimo rinvenimento è stato un capriolo squartato qualche settimana fa (vedi foto), in arrivo probabilmente dall’Altipiano asiaghese, di cui sono pervenuti i resti sanguinolenti in mezzo a riviste e cartoni. Una macabra scoperta che di certo non può essere frutto di semplice disattenzione nella separazione dei rifiuti domestici. Di esempi come questi il personale degli impianti di smistamento e riciclo dei rifiuti ne fa parecchi: dai razzi di segnalazione nautica rivenuti a Bassano ai proiettili da mortaio risalenti alla Prima guerra mondiale, senza dimenticare la bombola di azoto conferita nello stabilimento di Campodarsego e forse un tempo utilizzata per gonfiare gommoni di salvataggio. Episodi “leggendari” che non solo rendono il lavoro degli operatori di Etra una continua scoperta, ma lo aggravano anche, costringendo a un ulteriore intervento di differenziazione, o lo mettono a rischio, soprattutto in caso di oggetti pericolosi o addirittura esplosivi .«Dove lo getto?» è la domanda che spesso affiora nella mente dell’utente, quando si trova a eliminare dalla propria casa materiali non così facilmente suddivisibili nelle “classiche” categorie (secco, carta, vetro, plastica…). Come superare l’impasse senza ricorrere all’abbandono indiscriminato dei rifiuti nell’ambiente o senza mettere in pericolo chi poi quei rifiuti dovrà maneggiarli? Rivolgersi alle strutture di raccolta predisposte, a partire dagli ecocentri, resta la procedura più rapida e sicura.

 

 

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