12 Ago 2010

 Scrive Faresin nel suo Blog: Il Danubio è un fiume che non perdona, quando la natura si scatena e tu sei nel mezzo della navigazione e non puoi andare a riva perche’ stai passando un camion o una zona contornata da foreste impenetrabili, devi star lì a remare senza mollare un secondo. Onde alte anche un metro e mezzo, vento a 60 km all’ora. In quei momenti ti rendi conto che di fronte alla natura sei proprio nessuno. 30.000 pagaiate al giorno per 9-10-11 ore senza sosta. Tiri fuori le gambe ogni tanto quando fai pausa per mangiare un panino; arrivi a sera che sei cotto e quando esci dalla canoa, schiena e gambe sono come un fil di ferro da raddrizzare. Il giorno dopo sveglia alle 5 anche se sei ancora stanco perche’ non hai recuperato a sufficenza; riparti per una nuova avventura. Quando stanchezza, freddo, brutto tempo ti perseguitano lo sconforto ti assale; ti vien voglia di mollare tutto, solo con la volonta’, la determinazione e la tenacia riesci andare avanti. Alla fine, nonostante i miei 58 anni ce l’ho fatta: e’ stata l’impresa della mia vita, iniziata nell’82 e abbandonata dopo 3 giorni a causa delle avverse condizioni meteo e per la febbre che da giorni non mi lasciava. Va ricordato che per ogni km percorso ho donato all’Unicef 1 euro. A Gennaio di quest’anno in fase di preparazione dell’impresa ho visto il disastro di Haiti: allora ho pensato perche’ non abbinare questa mia impresa ad un progetto di solidarieta’ donando ai bambini di Haiti un euro per ogni km  percorso? Così ho fatto: ho contattato le 4 delegazioni Unicef le cui capitali sarei transitato presentando il mio progetto che e’ stato prontamente accolto con grande entusiasmo. Ho coordinando gli incontri ed appuntamenti ed al mio passaggio ho consegnato personalmente l’assegno promesso ai presidenti Unicef di Vienna, Bratislava, Budapest e Belgrado. Ho incontrato sindaci ed autorita’ cittadine di Vukovar (Croazia), Budapest(Ungheria) , Novisad (Serbia), Belgrado (Serbia), Turnu Severin (Romania).

A loro ho portato i saluti personali del presidente della Regione Veneto Luca Zaia, del sindaco di Vicenza e di quello di Sandrigo e consegnato loro i simboli delle nostre terre. Sono stato ambasciatore della Vogalonga di Venezia e della Confraternita del Baccala’ alla vicentina. Ho incontrato e conosciuto i popoli che si affaciano lungo le sponde del Danubio.faresin-bratislavaconsegna Le delegazioni, autorita’ cittadine, e tanta gente comune mi ha accolto con grande ospitalita’ e generosita’, senza distinzione di confini e di etnie. Una sera sono arrivato in un posto fuori dal mondo: ero in Croazia, proprio nella zona dove ci sono state le guerre di etnia, ho chiesto ad una anziana signora se potevo campeggiare lì vicino: a segni ho capito che non c’era problema. Dopo una decina di minuti l’anziana signora torna con una sporta piena di ortaggi appena raccolti dall’orto, uova e formaggio. Non vi dico l’emozione, questa gente che ha poco, molto poco, ma ha una grande dignita’ e generosita’ ed e’ pronta a dividere quello che ha con il primo viandante. Scrivo nel mio blog: .. meditate gente, anzi meditiamo gente meditiamo! Poi ancora in Serbia, una mattinata uggiosa, pioveva ma senza vento per fortuna. Dopo 4 ore di navigazione avevo bisogno di scendere a terra, si sa… Da un capanno spunta un pescatore che mi chiama e mi invita a raggiungerlo. Non faccio a tempo ad arrivare lì che senza chiedermi chi sono e da dove venissi, mi mette davanti un piatto pieno di pesce, salsicce e pomodori, grande ah! Da qui ho coniato il mio slogan: faresin striscione unicefSolidarieta’, sport, cultura uniscono i popoli, ma per la gente semplice che poco sa, di cultura, arte, basta un piatto di qualcosa, del vino, meglio se buono e l’amicizia e’ fatta. Tanta stanchezza fisica e tante difficolta’, ma ampliamente appagate dalla bellezza dei posti e dai paesaggi mozzafiato. Con la canoa, metro dopo metro passi ed arrivi dove con qualsiasi altro mezzo sarebbe impossibile arrivare. Sono rientrato a casa domenica notte,con un bagaglio pieno di immagini, di emozioni, di esperienze e tanta nostalgia per questi posti, per questa gente semplice, spontanea e generosa che colgo l’occasione ancora volta per salutare e ringraziare di cuore senza distinzione geografica alcuna.

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