13 Ago 2011

E’ venerdì pomeriggio e gli americani sono gia’ in prefestivo. Il sindaco in tenuta sportiva con una delegazione mi ha dato il benvenuto lungo la sponda del fiume e mi ha consegnato le chiavi della città. Anche a lui ho portato, come agli altri sindaci, i saluti della Regione Veneto, del Comune di Sandrigo e del Comune di Vicenza; e ho consegnato i doni che orgogliosamente saranno esposti nella biblioteca e nel museo intitolato a Buffalo Bill. Ci siamo lasciati dopo la tempesta, ma anche se qualche bell’acquazzone l’ho preso ancora quando vedo dei nuvoloni arrivare ho sempre l’ansia che si trasformino in uragano. Qui il fiume è sempre più largo, e devo dire che e’ sempre piu’ facile perdersi, come questa sera. Nei giorni scorsi sono passato in posti che non ho mai visto in vita mia e con la mia piccola canoa son riuscito ad approdare in isole isolette dove nidificano ad altezza d’uomo pellicani, cormorani e aironi,dei veri paradisi incontaminati. Ho iniziato il viaggio con una mano dolorante che avrei dovuto operare prima di partire, ma non essendoci stato il tempo tecnico non l’ho fatto; riesco nonostante ciò ha fermare il dolore con antiinfiammatori, ma sono comunque preoccupato perché oramai i medicinali fanno ben poco. Il Mississippi ha un dislivello di circa 300 metri e da Minneapolis a St. Louis è regimentato da 29 chiuse. Per passarle bisogna seguire una particolare procedura, ed è stato molto interessante ed emozionante entrare in questo gigantesco meccanismo basato sul principio dei vasi comunicanti. A volte aprono addirittura solo per me e allora l’emozione e’ ancora piu’ grande. Ma quando arrivano  le chiatte, che qui sono veramente gigantesche (lunghe oltre 200 metri) bisogna dare la precedenza e queste  impiegano anche 2 ore a passarci attraverso. Tre giorni fa me ne è capitata una alle spalle e il pilota, che probabilmente visto le mie piccole dimensioni, non mi aveva notato, ha suonato la sirena di pericolo solo all’ultimo momento e per non essere travolto ho dovuto pagaiare energicamente per portarmi fuori dal suo raggio d’azione. In ogni posto in cui arriviamo tutti ci riservano una accoglienza ed una grande ospitalità. I media locali si interessano e la notizia si è sparsa in giro come un tam-tam. A Dubuque, per esempio, il 3 Agosto ho incontrato il sindaco e ad aspettarci era presente anche una numerosa schiera di giornalisti appartenenti a varie testate locali: Telegraph Herald Newspaper, KCRG TV9, KWWL TV7, KGAN TV2 e Radio Dubuque Group, che ci ha seguiti per tre giorni durante la navigazione. Ho una grande esperienza in fatto di fiumi e ognuno ha le sue peculiarità, ma il Mississippi è un fiume severo e maestoso che spesso ti fa ricordare che qui sei solo un ospite e ogni mattina alle 6 quando metto il mio kayak in acqua mi emoziono sempre. La mia giornata inizia con la sveglia dellecinque e come già detto, dopo un’ora sono già in navigazione. Intorno alle 17-18 invece, cerco un approdo per ricongiungermi con il mio amico Bruno,ma ho sempre con me l’occorrente per bivaccare in caso d’emergenza. Ogni giorno per 9-10 ore  son seduto ininterrottamente non proprio comodamente dentro alla mia canoa. Le pagaiate giornaliere sono almeno 30.000. Navigare questo fiume richiede molta concentrazione perché il livello dell’acqua in questo periodo e’ molto alto  a causa delle continue piogge,gorghi giganteschi e correnti trasversali sono all’ordine del giorno, eeh ricordate il passato uragano??? devo essere sempre molto vigile, scruto il cielo e le nuvole che passano veloci sopra di me e cerco di capirne l’evoluzione. Ho intitolato questo mio viaggio “Alle sorgenti del Blues” e ogni tanto la sera, se non sono troppo stanco, mi concedo lo sfizio di entrare in qualche locale in piccoli paesi risparmiati dal tempo, dove delle band suonano jazz e blues. A proposito di blues un gruppo di Vicenza il “Paltan blues band”, gruppo che suona il blues in versione dialettale, prima della mia partenza mi ha consegnato una decina di cd con lettera che io consegno assieme agli altri doni ai sindaci delle varie città con la preghiera di ascoltarlo e magari di mettere in contatto questi  artisti con qualche gruppo locale per un possibile gemellaggio musicale. Oltre all’impresa sportiva porto con me tutti gli elementi per l’unione dei popoli: sport, cultura, solidarietà e musica. L’avventura continua….

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