11 Mag 2010

Nonostante la crisi finanziaria abbia avuto un impatto significativo su tutti i mercati e il Conto Energia sia ancora da considerare come uno strumento normativo piuttosto giovane, il fotovoltaico italiano ha fatto registrare un notevole incremento, tanto che gli analisti stimano di poter raggiungere entro la fine del 2010 circa 2.500 MW di potenza totale installata. Risultati che, come ha sottolineato il Presidente del GSE, sono stati ottenuti senza dubbio grazie alle industrie attive nel comparto e all’impegno statale, ma a cui si è giunti anche per merito del Gestore stesso che ha saputo adattarsi ai cambiamenti e alle mutate richieste del settore. Il presidente Cremona ha poi voluto chiarire che i ritardi nell’approvazione dell’attesissimo nuovo Conto Energia non sono stati responsabilità né del GSE né del Ministero, ribadendo l’intenzione di entrambi a proseguire sulla strada del potenziamento di tutto il settore. Per il nuovo Conto Energia ora si attende la Conferenza tra Stato e Regioni. Le novità attualmente prevedibili dal nuovo Conto Energia sono le maggiori differenze circa le potenze istallate. Gli impianti saranno divisi tra quelli sugli edifici e quelli posti a terra oltre a prevedere differenziazioni tra gli impianti tra innovativi e a concentrazione solare. Le tariffe saranno poi divise temporalmente in tre periodi – 1°gennaio – 1° maggio – 1° settembre,  con progressivo calo della quota che varierà in media tra un 10 e un 25% rispetto al 2010. L’ingegnere Geraldo Montanino, capo della direzione opreativa del GSE, ha però voluto precisare che il taglio riguarderà solo l’incentivo e non il valore dell’energia prodotta, che sarà effettivamente dell’ordine del 8-10%. La decisione di abbassare gli incentivi è stata motivata dal calo del 50% del prezzo dei moduli e un incentivo troppo alto, continua l’ingegnere della GSE, non stimola le aziende che vendono e istallano piccoli e medi impianti ad abbassare i prezzi. Dal GSE è stata, poi, sollecitata anche l’adozione di una formula capace di stimolare tutta la filiera italiana del fotovoltaico che potrebbe essere, come ha spiegato il presidente Cremona, un marchio per contraddistinguere le ditte italiane attive in questo particolare mercato, fino a renderlo strumento concreto di promozione per tutto il comparto nazionale.

 

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