suolo della cometa C67P“Con Rosetta apriamo la porta alle origini del pianeta Terra  e favoriamo una migliore conoscenza del nostro futuro. ESA ed i suoi partner nella missione Rosetta hanno raggiunto qualcosa di veramente straordinario oggi.” “Dopo oltre 10 anni in viaggio nello spazio siamo ora giunti alla migliore analisi scientifica mai fatta di uno dei più antichi resti del nostro Sistema Solare” ha detto Alvaro Giménez, Direttore ESA Scienza ed Esplorazione Robotica. Questo risultato lo dobbiamo anche alla tecnologia italiana, coordinata dall’Agenzia spaziale italiana.

La sonda dopo innumerevoli orbite ha poi sganciato il lander Philae per raggiungere il suolo della cometa C67P/Churyumov-Gerasimenko, lontana dalla terra oltre 500 milioni di chilometri, dove la luce impiega ben 28 minuti a raggiungere il nostro pianeta. C67P è una bella cometa scelta come bersaglio più di 10 anni fa. Misura 4,5 x 3,5 chilometri e, nonostante la sua grandezza e solidità, se lo si ponesse, per assurdo, sull’oceano galleggerebbe come la pietra pomice: la sua densità infatti è minore di quella dell’acqua. A bordo del lander Philae c’è moltissima ricerca italica: dal trapano che perforerà per 20 centimetri il ghiaccio del corpo celeste allo spettrometro che cercherà di risalire alla natura delle parti solide che compongono il nucleo della cometa, tracciando le sue caratteristiche termiche. Giada (Grain Impact Analyser and Dust Accumulator) è invece uno strumento in grado di analizzare le polveri e piccoli grani di materiali presenti nella chioma della cometa misurandone le proprietà fisiche e dinamiche, tra le quali la dimensione, il rapporto tra materiale granuloso e quello gassoso, la velocità delle particelle oltre ai sistemi di raccolta delle immagini della cometa e il simulatore di volo della sonda orbitante. Fondamentale quindi l’apporto dell’ Italia in questa missione&nbsp; che risulta essere il terzo contributore. Rosetta è stata lanciata il 2 marzo 2004 ed ha viaggiato 6.4 miliardi di chilometri attraverso il Sistema Solare prima di arrivare alla cometa il 6 agosto 2014. La zona di atterraggio, denominata Agilkia e che si trova sulla cima di un bizzarro oggetto a doppi lobi, è stata scelta appena sei settimane dopo l’arrivo, sulla base delle immagini e dei dati raccolti alla distanza di 30-100 km dalla cometa. Queste prime immagini hanno presto svelato la cometa come un mondo pieno di massi, alte scogliere e precipizi scoraggianti e buchi, con getti di gas e correnti di polvere dalla superficie. La speranza degli scienziati è che il modulo di ricerca al suolo continui a lavorare senza problemi per almeno un anno quando la cometa comincerà a bruciare nel suo avvicinamento al sole mentre la <strong>sonda orbitante Rosetta continuerà a seguire le evoluzioni del fossile spaziale C67P. La cometa raggiungerà la sua distanza minore dal sole il 13 agosto 2015 a circa 185 milioni di km, più o meno tra le orbite della Terra e di Marte. Rosetta lo seguirà per tutto il rimanente 2015, mentre si allontanano dal sole e l’attività comincia a placarsi. Con queste ricerche la scienza cercherà di dare risposte alle antiche domande sulle origini della vita sulla terra. Sono state le comete a portare l’acqua che ancora oggi ci circonda?.

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