20 Giu 2011
Da pochi anni, la galleria “Tennis – Chiesa”, la più grande della zona, è stata riaperta al pubblico pagando all’entrata delle Terme 4 euro. Essa era destinata ad ospitare tutti i servizi ed uffici dell’alto comando; aveva tre ingressi; dalla chiesetta di S. Gaetano, dal campo di tennis e da una galleria secondaria che si collegava con il corridoio principale. Il corpo principale era un grande salone largo quattro metri, lungo 61 m e alto tre, dove si trovavano i vari uffici che potevano contenere 700 persone. Questa zona si sviluppava per 105,35 m mentre quella secondaria per 35,75 m. Davanti all’ingresso del campo da tennis, il 22 aprile 1945, il generale Heinrich von Vietinghoff, comandante del Gruppo Armate C dal 10 marzo 1945, dopo aver letto i dispacci provenienti dai comandi sottoposti esclamò: “Ritengo che la guerra sia perduta”. In quella giornata, proprio all’interno di quel bunker, si svolse una riunione presenti, oltre a Von Vietinghoff, il suo capo di SM generale Hans Röttiger, il Gauleiter dell’Alpenvorland Franz Hofer, il ministro plenipotenziario tedesco presso la Rsi Rudolph Rahn e il Comandante supremo delle SS in Italia generale Karl Wolff. In questo incontro si decise la resa delle truppe tedesche in Italia che venne sancita con la firma della resa di Caserta del 2 maggio 1945. Nel dopo guerra, quello che rimase del complesso militare, venne del tutto abbandonato e le parti in superficie furono demolite. Solo in questi ultimi anni riemerge dall’oblio questo sistema fortificato nascosto nelle viscere delle Terme di Recoaro. Ora si può tornare a rileggere, attraverso pannelli illustrativi istallati all’interno del bunker, la storia militare dell’ ineluttabile “caduta delle aquile” naziste che per più di un anno -dal 1944 al 1945- segnò la vita della tranquilla cittadina termale vicentina. Oltre a questo importante residuo della seconda guerra mondiale, nel vicentino esistono tanti altri rifugi antiaerei:, utilizzati però per la difesa delle popolazioni civili dagli attacchi aerei alleati. A Vicenza, sotto la collina di Monte Berico, in viale Dante,  a poche centinaia di metri dal santuario, esiste tuttora una galleria che permise aglli abitanti della città berica, residenti attorno alla stazione, di rifugiarsi durante i bombardamenti del 1943-1945. Iniziata nell”anteguerra, la galleria doveva collegare – nelle intenzioni dei costruttori – i due versanti della collina: da viale Dante verso la Valletta del Silenzio. I lavori iniziarono ma non furono mai conclusi.  Il luogo rimase abbandonato fino all’inizio degli anni Sessanta:. La galleria fu alla fine sigillata con un muro di mattoni per evitare pericoli agli incauti visitatori. Oggi fa parte di quel patrimonio di cui lo Stato vuole disfarsi. È nella lista dei beni demaniali in vendita. Interessata all’acquisto potrebbe essere una nota azienda lattiero-casearia vicentina che avrebbe l’intenzione di produrre formaggi stagionati in grotta come già accade a Schio nel rifugio antiareo che si trova sotto il castello. La Guerra, qualsiasi guerra, lascia sempre le sue tracce e questi bunker sono una delle tante testimonianze dei fatti che sconvolsero 66 anni fa il mondo intero, tra cui quello vicentino. Adesso possono essere un’oppurtunità per valorizzare il nostro territorio. Se il bunker del comando tedesco del gruppo Armate C in Italia di Recoaro, luogo fondamentale per l’attuale comprensione della storia, può essere un’opportunità turistica per la cittadina termale in aggiunta a quella delle acque minerali, altri ex rifugi  possono ritrovare nuova vita anche attraverso la produzione di prodotti agricoli di qualità.
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