21 Ago 2010

 

Le storie di prostituzione e di violenze sessuali che degerano spesso anche in omicidi sono frequenti nella cronaca dei quotidiani. Ragazzine che “vendono” il loro corpo solo per appagare un bisogno consumistico che consente loro di acquistare indumenti alla moda o cellulari di ultima generazione. Sfruttamenti della prostituzione camuffati come quella di una donna albanese di 34 anni che dal 2006 è regolarmente sposata con un 60enne di Mestre, dove i due risultano abitare, anche se si vedrebbero solo sporadicamente. L’uomo interrogato dalla Polizia di Mestre ha detto: “So benissimo che fa la prostituta, ma la amo lo stesso”. In realtà, e questa è una pratica molto diffusa, i magnaccia che gestiscono i giri della prostituzione spesso si accordano con italiani compiacenti per far sposare le loro protette in cambio di una generosa elargizione in denaro. Un ventiseienne di Conegliano per aver speso 350 euro all’insaputa dei genitori si è immerso in un mare di guai. Soprattutto per l’imbarazzo di spiegare le spese. Duecento euro li aveva usati, infatti, per comprare un po’ di sesso e altri 150 con gli amici.prostitute-al-lavoro In tutte queste storie di ordinaria mercificazione del sesso si sommano tristemente le violenze contro le donne. Di recente si ricorda il serial killer delle prostitute, Ramon Berloso, 35 enne di S.Vito al Torre di Udine che ha ucciso almeno due ragazze con una balestra. Quelle belle ragazze non le uccideva per un’ossessione, per storie legate al sesso, ma solo per una parola: “Soldi”. L’obiettivo era rapinarle, intimorendole con la balestra o con un bastone, e poi farle fuori dopo una collutazione, breve vista la disparità di forze in campo tra un uomo di 35 anni con un fisico atletico e le ragazze indifese che, pur adottate diverse precauzioni, certo non si aspettavano di trovarsi di fronte a un vero e proprio mostro. I vicini di casa lo hanno definito un uomo mite, gentile, ma sotto.sotto covava il “Bruto”.

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