19 Lug 2010

Inizialmente l’opera viaria, a cavallo degli anni 70-80 del secolo scorso, doveva essere una variante stradale per ammodernare la regionale Schiavonesca-Marosticana al servizio della viabilità locale sempre intasata dal traffico. Nel corso degli anni si è invece trasformata in modo rocambolesco in autostrada anche se ancora viene definita “superstrada”. Ora il tracciato sulla carta è definitivo, gli espropri -circa 3000 – sono avviati e il primo lotto a partire sarà con tutta probabilità quello tra Montecchio Maggiore e Malo. Intanto non si conclude ancora la vicenda dei ricorsi ai tribunali amministrativi. Il Tar del Lazio, che doveva dire la sua sui due ricorsi incrociati delle imprese che se la contendono (Impregilo e gli spagnoli del Sys) ha di fatto deciso di rimandare la palla al Tar del Veneto. Si gioca cosi un altro set di quel ping pong giudiziario che ha contraddistinto il project financing vinto, dopo una serie di ricorsi, dagli spagnoli, ma contestato dal consorzio che fa capo ad Impregilo. Il Tar Lazio ha infatti chiesto ai colleghi veneti di rendere noti i risultati dell’analogo ricorso di Impregilo. Il PD veneto contesta l’infrastruttura osservando gli alti costi che la collettività dovrà sostenere per molti anni senza che ci sia un reale beneficio per la viabilità locale e per il territorio.tracciato Superstrada Pedemontana Veneta Dall’osservatorio voluto dal movimento politico di centro sinistra, nato proprio per analizzare l’opera viaria e costituito da un team di attivisti del PD, è scaturito un documento di critica alla Pedemontana e nello stesso momento anche di proposte possibili di migliorie infrastrutturali e di risparmio economico. Con lo slogan “Pedemontana sì, ma deve essere al servizio del territorio” il PD denuncia l’altissimo costo per la collettività veneta che viene stimato in 14 milioni di euro spalmati in 39 anni. Troppo per una strada costruita in project financing,cioè pagata in parte dai privati. Inoltre ribadiscono i responsabili del partito di Bersani non serve al territorio perchè l’arteria autosttradale è pressochè impermeabile al traffico locale. Si possono ottenere risparmi ragguardevoli -all’incirca 240 milioni di euro solo per i tratti vicentini- se l’arteria si fermasse a Thiene per collegarsi con la preesistente A31 e sfruttando il più possibile il sedime della strada Nuova Gasparona -circa 27 chillometri- che collega Bassano del Grappa a Thiene. Oltre al denaro si risparmierebbero dalla distruzione 260 mila metri quadrati di campagna. Il Veneto ha sicuramente bisogno di collegamenti viari moderni: la mole del traffico è spesso insostenibile e nei decenni si ha una media di percorrenza da “carrozza”; nello stesso tempo serve guardare al territorio e alla sua urbanizzazione che fa assomigliare la regione Veneto più  ad una metropoli “stile Los Angeles” che alla verde e paciosa landa verde boscata descritta da Goethe durante il suo “Viaggio in Italia”. Forse pensare al futuro della mobilità veneta attraverso la costruzione di metropolitane sarebbe più utile e meno costoso.

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