07 Feb 2012

Come si sa, i problemi che il sindaco napoletano Luigi De Magistris ha ereditato dalle precedenti amministrazioni sono pesanti. Napoli è una città metropolitana che secondo i dati Istat del 2001 comprende con l’hinterland tra i 3 e 5 milioni di persone, con varie realtà sociali che si confondono dal centro alla periferia e viceversa, spesso condizionate dal degrado. Ora la nuova Giunta sta lanciando una sfida epocale con proposte politiche che tentano di coinvolgere direttamente i cittadini e le cittadine napoletane nelle scelte dell’amministazione comunale. Alberto Lucarelli, professore ordinario di Istituzioni di Diritto pubblico, dell’Università di Napoli Federico II, assessore alla Partecipazione pubblica e ai Beni Comuni scrive: “E’ partita da Napoli la rivoluzione politica dei beni comuni e della democrazia partecipativa al di là delle mistificazioni e della retorica che, da anni, impediscono l’effettiva tutela dei diritti fondamentali”. Da allora sembra prendere corpo un approccio inedito ai temi della partecipazione e dei beni comuni. Già in una prima riunione di Giunta, nell’imminenza del referendum Lucarelli aveva stabilito immediatamente la ripubblicizzazione del servizio idrico da affidare a un ente di diritto pubblico con i cittadini nel Cda. Passano alcune settimane e centinaia di persone hanno riempito una sala di Piscinola, la municipalità di Scampia, per lanciare dal luogo simbolo del degrado sociale, la Costituente per i beni comuni – “Laboratorio Napoli”. Lucarelli le chiama “assemblee del popolo. La parola cittadino — spiega – riconduce alla rivoluzione borghese, popolo richiama le conquiste del XX secolo”. I problemi legati soprattutto alla criminalità organizzata continuano ad essere una piaga pesante, ma forse partecipando nella gestione del Bene Comune si potrà fare il miracolo che in tanti stanno auspicando.

Riguardo l'autore
L'informazione di punta

Lascia un commento

*