Dopo una contestata presentazione del progetto definitivo per il prolungamento dell’A31, avvenuta il 18 ottobre scorso a Villa Cordellina di Montecchio Maggiore dove il CDA di Holding A4, in una sala deserta di pubblico, ma animata da qualche decina di attivisti dei comitati fortemente critici verso un opera viaria ritenuta inutile e dispendiosa, a Piovene Rocchette si è riparlato di “Valdastico Nord”. Mercoledì 8 novembre la sala della biblioteca comunale è stata la sede di un nuovo dibattito pubblico, seconda tappa del Tour NOA31, promosso dai comitati spontanei “Salviamo la Val d’Astico”. I relatori, davanti a un folto pubblico, hanno spiegato, con dovizia di particolari, la difficile situazione che vive il territorio dell’alto vicentino. Il progetto autostradale, affermano i conduttori del dibattito, è inutile per risolvere il problema del traffico locale di Piovene Rocchette, anzi aumenteranno i disagi con il transito continuo di migliaia di camion per spostare le tonnellate di materiali prelevati dai cantieri e diretti verso la cava “Vianelle” di Marano Vicentino.
Si contestano i costi esorbitanti del prolungamento dell’A31 verso Nord non giustificati dai flussi di traffico reali, per l’impatto devastante sull’assetto idrogeologico della vallata, per il disagio di almeno dieci anni che saranno causati dai cantieri: il tutto per coprire la “demenziale” tratta Piovene-Casotto – come viene definita dai comitati civici -, a dispetto della millantata congiunzione con Trento, puntualmente smentita dall’Amministrazione trentina che prevede solo un raccordo con la viabilità ordinaria. Manca anche uno studio approfondito del traffico incidente per le strade di Piovene. Tuttavia, senza pretese scientifiche, i volontari degli oppositori all’autostrada, nel luglio di quest’anno, hanno conteggiato i veicoli in transito ai semafori di Via Roma e al bivio con Via Trento, stimati in circa 11500 unità. I dati, presentati durante la serata, evidenziano che l’autostrada intercetterebbe solo una minima parte dei veicoli di passaggio per il paese di Piovene in quanto il 40% si dirige verso l’altopiano di Asiago, il 20% segue il percorso verso Tonezza del Cimone, mentre solo il 20% prosegue verso Caldonazzo e quindi interessato all’utilizzo dell’arteria viaria. I relatori lamentano anche la mancata costruzione della Bretella di collegamento tra Piovene e Cogollo del Cengio, pensata ancora nel 1990, che prevede un viadotto esterno alla cittadina vicentina.
Proprio nella stessa giornata, il Consiglio Comunale piovenese ha discusso il tema della viabilità del proprio paese con visioni contrastanti. Il consigliere Renzo Priante della lista ALI PER PIOVENE ROCCHETTE, ribadendo che il progetto presentato da Holding A4, con i capitali della società spagnola Avertis, è inutile per la vallata, afferma l’utilità di realizzare una bretella di collegamento fino ad Arsiero, gratuito per i residenti, in quanto sposterebbe il traffico pesante dal centro cittadino stimato per 1.300 autocarri al giorno. Rimangono perciò tutte le critiche verso il progetto autostradale che Priante denuncia da tempo. L’autostrada, in quanto a pagamento, oltre ad avere un impatto devastante sulla valle, non riuscirebbe a risolvere i problemi della viabilità lungo la valle, inoltre occuperebbe lo spazio necessario per realizzare qualsiasi altra infrastruttura viaria alternativa; esiste il concreto rischio che i lavori continueranno per decenni solo per garantire alla società proponente la sicurezza di poter ottenere la proroga delle concessioni autostradali senza mai andare in gara pubblica europea e restano i problemi irrisolti tra il Veneto e il Trentino. Insomma -continua Priante- il progetto di Holding A4 di far proseguire l’A31 fino a Casotto condanna comunque Piovene Rocchette a subire un traffico già oggi pesante. La soluzione -conclude Priante- sarebbe certamente quella di rinunciare all’autostrada così come è stata proposta e di realizzare, invece, una strada a scorrimento veloce aperta. Draconiana l’opinione del rappresentante M5s in Consiglio comunale, Daniele Sartore. L’opera va fermata! Lo spiega anche durante il suo intervento in aula consigliare votando contro la proposta di delibera sulle osservazioni del progetto volte a mitigare l’impatto dell’autostrada nel territorio, elaborata dalla Giunta del sindaco Erminio Masero. Il consumo del suolo è eccessivo -afferma Sartore-. Servono invece soluzioni immediate con la realizzazione di rotatorie ai semafori e l’attenuazione dei rumori causati dal traffico e denuncia una scarsa condivisione da parte delle amministrazioni locali sui problemi reali che provocherà l’opera.
Intanto le osservazioni arrivate al Ministero dell’ambiente solo oltre 200 e aumentano.
Per gli organizzatori del dibattito piovenese, il problema delle lunge code di traffico che si formano soprattutto durante i periodi festivi è voluto appositamente per creare presupposti tali da giustificare la necessità di costruire un’autostrada. Viene ancora detto che le vie Rossi, Roma e Trento diventeranno un corridoio stradale di cantiere che durerà almeno 5-6 anni con il passaggio di 1 camion ogni 4 minuti aumentando di conseguenza i problemi legati all’inquinamento atmosferico: un pericolo per la salute dei residenti che dovranno respirare più polveri sottili e benzene di quelle già presenti attualmente. Inoltre, denunciano ancora i promotori del dibattito pubblico, l’attraversamento dei mezzi pesanti su via Trento , potrà causare ulteriori disagi per i bimbi che vanno a scuola in bicicletta.
Il Tour NOA31 continua e dopo l’appuntamento a Vicenza del 14 novembre al Centro Sociale Bocciodromo in zona ferrovieri, il 16 novembre a partire dalle 20:00 con partenza dal municipio di san Pietro Valdastico, si snoderà una fiaccolata per denunciare ancora la devastazione della vallata dell’Astico.