Canile privato ottiene il dissequestro degli animali, l'Enpa insorge
31 cani devono tornare al legittimo proprietario dopo il sequestro avvenuto nell'ottobre 2010 in un canile privato ad Arcugnano. La restituzione degli animali è stata imposta dal Tribunale di Vicenza perchè il proprietario, pur ammettendo di averli abbandonati giustificandosi di esservi stato costretto dai problemi di salute della moglie, ha pagato la sanzione amministrativa (oblazione) ed è stato prosciolto sul piano penale. Così i 23 setter adulti, 7 bracchi tedeschi e una cucciola di setter di circa un mese prelevati dal canile un anno e mezzo fa ad Arcugnano, e portati al rifugio gestito dall'ENPA "La nuova casa del cane" di Gogna, potrebbero essere restituiti entro breve al loro proprietario come ha ordinato il giudice.
I cani erano stati trovati all´interno di 22 box arrugginiti tra escrementi, topi e carcasse di animali morti, durante una perquisizione compita dalle guardie zoofile di Vicenza e dai carabinieri di Brendola. "Purtroppo in quel periodo mia moglie non stava bene e avevo trascurato gli animali, ma a loro voglio bene e non li ho maltrattati", si è sempre difeso il gestore del canile privato, assistito dall´avv. Gaetano Crisafi che ribadisce la restituzione degli animali al legittimo proprietario. A fine gennaio l´avvocato Maria Caburazzi, legale dell´ENPA Vicenza, è stato informato della decisione del Gip Stefano Furlani di archiviare il caso, ma non sarebbe stato notificato nei termini previsti dalla legge per proporre opposizione. Da qui il ricorso in Cassazione come spiega ancora l'avv.Caburazzi, assieme al vicepresidente ENPA, Andrea Bertuzzo. "L'obiettivo è quello di evitare che gli animali vengono restituiti al loro proprietario. "Quando i cani sono arrivati nel nostro canile erano fantasmi" ricorda il presidente vicentino dell'associazione animalista ENPA, Anna Zanella. Sconcerto per la situazione che si è venuta a creare per la gestione dei cani vicentini viene anche dalla presidente nazionale dell'ENPA, Carla Rocchi "Sono sorpresa e sconcertata dal provvedimento con cui l'autorità giudiziaria, contestando una semplice contravvenzione invece del ben più grave delitto di maltrattamento" Per Rocchi il proprietario dei cani "ha dimostrato di non essere in grado di prendersi cura dei suoi animali. Restituirglieli significa dunque esporli concretamente al rischio di nuove, terribili sofferenze." L'ENPA, annuncia quindi un ricorso attraverso il proprio ufficio legale, il quale sta seguendo il caso con la massima attenzione. L'intera vicenda chiama in causa un principio di civiltà, per il quale l'ENPA si batte da molto tempo: "chi maltratta o abbandona un animale, ed è quindi incapace di prendersene cura, non deve in alcun modo vedersi riconosciuta la facoltà di detenerlo."
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