Campus Company, il video
Una cinquantina di giovani per un’avventura chiamata “teatro”. A Schio la sesta edizione della Campus Company, quest'anno il laboratorio teatrale che porta sul palco studenti e ragazzi ha presentato il progetto "Vuto che vaga o vuto che staga? Should I stay or should I go?". Nel video di seguito, le prove dello spettacolo. Enjoy!
Cinquanta ragazzi, dai 14 ai 26 anni, si sono trovati da gennaio a maggio per progettare assieme un percorso teatrale sul tema del viaggio. Una vera e propria esperienza corale, nutrita dal talento individuale e da quello scaturito dalle dinamiche del gruppo. Campus Company rientra in Volare Alto – percorsi di teatro per le giovani generazioni, progetto commissionato dall’Assessorato alla Formazione – Città dei bambini alla Fondazione Teatro Civico di Schio, con lo scopo di promuovere una diffusa partecipazione al teatro e alla cultura per la famiglia, i bambini e i ragazzi, attraverso spettacoli e azioni formative. Alla base di questa scelta c'è la consapevolezza, consolidata nel tempo, che l’attività teatrale sia funzionale alla crescita dell’individuo, al miglioramento del rapporto tra sé e gli altri. Un’esperienza, quella di Campus Company, che non ha la finalità di formare attori e attrici, bensì di stimolare la creatività. “La Campus Company è un progetto mosso dalla convinzione del valore in sé dell’espressione artistica", commenta l'assessore Lina Cocco, "che si accompagna in senso stretto alla consapevolezza dell’importanza di essere creativi. La creatività intesa come competenza fondamentale in stretto rapporto con la capacità di percepire le cose e il mondo da diverse e molteplici angolature, in modalità non giudicanti ma tali da costruire un’abilità critica”. Così i partecipanti al laboratorio sono stati stimolati da Andrea Pennacchi a “metterci del loro”, ad inserire visioni e testimonianze del loro vissuto personale. Ne è risultato un impasto teatrale ricco di poesie, canzoni e racconti scritti direttamente dai ragazzi. Thierry Parmentier ha invece curato la parte del movimento, lasciando a Giorgio Gobbo lo sviluppo dell’aspetto musicale. La possibilità di esprimersi, anche personalmente, ha favorito la coesione in un gruppo eterogeneo (composto da ragazzi provenienti da diversi istituti scolastici) dimostrando come il “teatro” possa essere una palestra per abbattere i conflitti, per acquisire conoscenza e sicurezza di sé, nonchè senso di responsabilità, grazie al ruolo individuale - che è unico e fondamentale - giocato con gli altri all'interno di una struttura comune.
Per informazioni: Stefania Dal Cucco - Fondazione Teatro Civico di Schio - tel 333.6289968 / 0445525577
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