Maltempo, il giorno dopo l'ennesimo rischio alluvione

maltempo-ventoLa situazione di pericolo idraulico provocata dal maltempo in Veneto di ieri (16 marzo) è migliorata nel corso della nottata. A Soave l’acqua è rientrata nel Tramigna. In mattinata, tuttavia, c’erano livelli idrometrici ancora elevati nel Padovano. “Siamo di fronte ad un nuovo evento disastroso – commenta il presidente della Regione Veneto Luca Zaia – peraltro non riconducibile a opere non realizzate ma piuttosto ad una piovosità ancora una volta anomala, che ha provocato in alcuni casi il sormonto degli argini esistenti. In più, il terreno non assorbe e stiamo ancora smaltendo gli eccessi d’acqua dei mesi scorsi. Anche in questo caso dovremo intervenire con lavori di somma urgenza laddove le strutture idrauliche hanno mostrato segni di grave stress, per mettere ulteriormente in sicurezza il territorio. Va detto in ogni caso che gli allagamenti non hanno connessione con eventuali ritardi nella realizzazione di interventi, ma solo con una piovosità davvero ancora da record".

 

Il Centro Funzionale Decentrato della Protezione Civile del Veneto ha emesso alle 3 di stamane un aggiornamento circa gli eventi meteorologici verificatisi. I quantitativi registrati sono stati indicativamente: 30−40mm sulle Dolomiti settentrionali, 50-70mm sulle Dolomiti meridionali, 80-100mm sulle zone Prealpine e Pedemontane con punte di 200 mm a Valpore – Seren del Grappa (Bl), 157mm a Col Indes (Bl) e 135 mm a Rifugio la Guardia a Recoaro (Vi). In particolare sulla zona dell’Agno – Posina i quantitativi registrati sono stati di circa 110 – 130mm. Precipitazioni tra 50 – 70mm sulla pianura centro-settentrionale mentre tra 75 – 80mm su quella nord-orientale; quantitativi compresi tra 20 – 40mm sui settori meridionali della pianura.

Permangono ancora attivi i servizi di piena sui fiumi Agno-Guà, Bacchiglione, Livenza, Monticano, Muson dei Sassi, Lemene e Circondario idraulico di Padova ed Este. Alle 3 il Centro segnalava la critica situazione del fiume Lemene. Limitati eventi franosi erano stati segnalati sul territorio dei Colli Euganei, nel Vicentino e nel Veronese.

Intanto, va avanti la pianificazione delle opere di mitigazione del rischio, quelle per la cui realizzazione è stato valutato un costo di circa 2 miliardi e mezzo, e dei progetti per gli interventi indifferibili, le cui procedure dovrebbero concludersi nella totalità dei casi entro marzo, con avvio dei lavori dopo Pasqua.