Il Veneto ostaggio del maltempo e la "maledizione" delle feste: ancora alto il rischio esondazioni

alluvione_vicenzaLa maledizione delle feste. E’ quella che continua a colpire le popolazioni venete “ostaggio” del maltempo. Sarà un caso (bizzarro): dall’esondazione di Ognissanti la paura è tornata a bussare alla porta di vicentini, veronesi e padovani la vigilia di Natale e, ora, il giorno prima della neonata festa nazionale per i 150 anni dell’Unità d’Italia. I fiumi continuano ad ingrossarsi, la pioggia a scendere, mentre il vento fa sventolare i vessilli tricolori appesi alle case. E i politici ritornano a parlare dell’importanza delle opere di contenimento e del rischio idraulico e idrogeologico che si vive in Veneto. «Ci preoccupa in particolare – sono le parole del presidente della Regione Luca Zaia – la concomitanza di piogge torrenziali oltre il previsto e del simultaneo scioglimento delle nevi in montagna i cui effetti si fanno pesantemente sentire nell’alta pianura. La macchina della Protezione Civile è stata già mobilitata da qualche ora. Tutto questo però comporta un maggiore comune impegno per forzare il governo a fornire immediate risorse, con le quali risarcire la popolazioni già alluvionate e mettere in sicurezza il territorio, per assicurare a tutti un futuro di maggiore serenità».

In foto: Vicenza sotto acqua il primo novembre 2010 (repertorio)

LA SITUAZIONE NEL PRIMO POMERIGGIO (16 marzo 2011)

VERONA: Il Tramigna è tracimato, allagando parte della città di Soave. Il Genio Civile regionale, in accordo con il Comune, sta creando una rotta arginale a monte per ridurre i danni. Il Centro Funzionale Decentrato della Protezione Civile regionale ha intanto aggiornato l’avviso di condizioni meteorologiche avverse.
Vi sono precipitazioni estese e persistenti, rovesci sparsi, rinforzi del vento, con crescente probabilità di rovesci nel corso del pomeriggio/sera. Le zone più interessate sono le prealpi, la pedemontana e la pianura centro settentrionale. Si prevedono fenomeni più discontinui e di minore entità per domani, giovedì 17. Nella mattinata di oggi, mercoledì 16, i quantitativi di precipitazione sono stati particolarmente significativi sulle zone prealpine e sulla pianura centrale. Nelle prime 12 ore odierne sono stati registrati valori: inferiori a 20-30 mm su pianura meridionale, Lessini occidentali, Dolomiti; compresi tra 30 e 70 mm. circa su pianura centro settentrionale e zone pedemontane, con locali massimi di 70-85 mm. nella zona dei colli Euganei e Berici; compresi tra 50 e 80 mm sulle Prealpi con locali massimi di 80-100 mm su Prealpi tra Vicentino e Veronese e sul Cansiglio (BL) e un isolato massimo di 148mm a Valpore – Seren del Grappa (BL).

VICENZA:
Attorno alle 15 il livello del Bacchiglione a Ponte degli Angeli, in centro storico, è arrivato a 4,80 metri. In tarda mattinata il Comune ha dato avvio alla procedura di allerta della popolazione a rischio, cioè di quella colpita dall’alluvione dello scorso novembre, con l’invio di circa 3000 sms e l’attivazione di sei squadre della polizia locale e di uomini della protezione civile per avvisare con megafoni e comunicazioni “porta a porta” chi vive e lavora nelle zone critiche, da quelle a nord della città, a ponte degli Angeli, fino a Debba. Contemporaneamente è stato disposto che il personale di Aim cominci a distribuire i sacchi di sabbia alla popolazione, a partire dalle cinque zone più a rischio: piazza XX Settembre, piazza Araceli vecchia, via Brotton/viale Ferrarin, il parcheggio del supermercato Pam in viale Trento, il piazzale davanti alla chiesa di Debba. Anche per il teatro Olimpico sono scattate le procedure straordinarie di sicurezza. «Sole 12 ore di pioggia e siamo stati costretti a diramare lo stato di allarme: ciò fa capire quanto questo significhi in termini di necessità urgentissima di realizzare i bacini di laminazione a nord della città», ha dichiarato il sindaco Achille Variati.

Vi invitiamo a guardare la nostra video inchiesta realizzata poco tempo fa: abbiamo percorso il Bacchiglione per monitorare il suo stato dopo l'alluvione del novembre 2010.