Afghanistan, ucciso da un cecchino un alpino di Thiene

Matteo-Miotto-militare-AfghEra di guardia a una torretta ed è stato ucciso da un cecchino. Matteo Miotto, 24 anni, alpino del settimo reggimento di Belluno in forza nella Task force South East a Gulistan (provincia di Farah) è la 13° vittima tra i militari di stanza in Afghanistan dall'inizio del 2010, definito come anno più nero per i nostri militari in missione in Afghanistan. Residente a Thiene è stato ricordato nella sua parrocchia, durante la messa di fine anno. ''Purtroppo non ho conosciuto Matteo di persona, ma l'impressione che ha dato a tutta la comunita' con la sua lettera del 3 novembre - ne fa memoria il parroco don Antonio Guarise - ci ha consegnato un ragazzo pieno di umanita', perfettamente consapevole del rischio che correva ma anche dell'impegno di portare la pace nelle zone di guerra''.
 Nella lettera letta durante la cerimonia del 4 novembre, Miotto citava tra l'altro quanti in Italia ''ci degnano del loro pensiero solo in tristi occasioni, come quando il tricolore avvolge quattro alpini morti facendo il loro dovere''. Miotto si riferiva nella circostanza ai commilitoni del settimo reggimento alpini da poco uccisi in Afghanistan. La notizia della morte dell'alpino e' stata portata dal colonnello Stefano Fregona, comandante a Belluno del distaccamento del settimo reggimento alpini''. Matteo Miotto, si trovava in Afghanistan da luglio. Assieme agli uomini del suo reparto e a una componente del genio era impiegato nella Task Force South East, la task Force italiana che dal primo settembre ha iniziato ad operare nell'area al confine con l'Helmand. Secondo le prime informazioni, era un volontario con ferma prolungata (quattro anni di servizio).

La dinamica dell'attentato. La Russa riferisce che il militare "era di guardia a una torretta a sud della zona sotto controllo italiano, quando un colpo di fucile sparato da lontano da un cecchino lo ha colpito a un fianco, proprio in una parte del corpo non protetta". ''Oltre che una tragedia è stato un fatto di grande sfortuna  che fa ancora più rabbia - aggiunge il ministro - Il militare era protetto da tutti gli accorgimenti, ma è stato colpito da un cecchino. Il colpo è penetrato e ha leso organi vitali. Già nei giorni scorsi vi erano stati scambi di proiettili, che però non avevano avuto conseguenze. I cecchini non sono una novità, ma finora non avevano mai ferito nessuno''.  Con 13 italiani morti nei primi dieci mesi, l'anno che si chiude è il più nero per i nostri militari in missione in Afghanistan. Prima del militare ucciso oggi, il 9 ottobre furono vittime di un'imboscata sempre in questa zona quattro alpini: il primo caporalmaggiore Sebastiano Ville, 27 anni, il primo caporalmaggiore Gianmarco Manca, 32 anni, il caporalmaggiore Marco Pedone, 23 anni e il primo caporalmaggiore Francesco Vannozzi, 26 anni. Il 17 settembre morì invece l'incursore Alessandro Romani, raggiunto da colpi di arma da fuoco in un attentato nella provincia di Farah. Il 28 luglio, ancora, un'esplosione nei pressi di Herat aveva ucciso due specialisti del Genio impegnati in operazioni di disinnesco di un ordigno. Sempre a luglio, un militare si è suicidato a Kabul. Il 23 giugno, per la caduta accidentale da un mezzo 'Buffalo' nei pressi di Shindand, ha perso la vita il caporal maggiore scelto Francesco Saverio Positano. Il 17 maggio, invece, nella zona di Bala Murghab morirono due soldati. Il 26 febbraio 2010 era morto Pietro Antonio Colazzo. Dall'inizio della missione in Afghanistan hanno perso la vita 35 militari italiani.