Ospedali in project financing. Retromarcia: non sono più convenienti per la sanità veneta
La commissione "Sanità" della Regione veneto dice stop ai project financing che costa al Veneto 145 milioni di euro all'anno. Un voto all'unanimità ha sancito il verdetto dell'inedito esame sugli accordi coi privati. Solo L'Ulss 4 di Thiene corrisponde 28.933.000 euro per il nuovo polo, del valore di 132.500.000 (61,5 milioni di provenienza privata). D'ora in poi sarà la Regione a dover approvare ogni accordo per i nuovi E non solo: bisogna cercare di rivedere, se possibile, alcune clausole-capestro dei contratti già in vigore a Venezia e nell'Alto Vicentino. E ancora: la commissione presieduta da leonardo Padrin ( PDL ) chiede che i soldi per realizzare il “project” non possono venire dalla cifra data all'Ulss per garantire i Lea (livelli essenziali di assistenza) per il servizio sanitario vero e proprio.
Intanto il governatore Zaia chiede agli amministratori di autoridursi lo stipendio come hanno già fatto, a dire di Zaia, gli assessori regionali che si sono ridotti il compenso del 5 per cento. Poche le note positive approvate dalla commissione ai project financing attuati finora come quello ad Asolo-Montebelluna, che è di fatto solo una ristrutturazione-ampliamento di strutture già esistenti. Il risultato del voto è stato ottenuto dopo la lunga e dettagliata analisi dei risultati della maxi-operazione “nuovi ospedali affidati ai privati” lanciata negli anni scorsi in Regione dall'allora giunta Galan. Il documento votato da tutti propone di fatto sei compiti all'assessore alla sanità Luca Coletto, che presenterà tra l'altro ufficialmente il famoso “Libro bianco” sui conti della sanità in Vneto che include di prevedere la verifica della possibilità di rinegoziare i “project” già attuati. Sono molte le clausole-capestro condannate dalla commissione come quelle che prevedono l'obbligo a carico delle Ulss di pagare ai privati «canoni anticipati semestrali o a 30 giorni dalla fattura», prevedendo nel caso anche forti penali e perfino la possibilità che il privato faccia scattare la risoluzione del contratto. Nel caso dell'Alto Vicentino deve essere la Regione ad aver stanziato nel suo bilancio fondi a garanzia del pagamento della cordata privata che sta ultimando l'ospedale di Santorso. La commissione - che pure indica come migliori altri due contratti con privati fatti a Verona e a Monselice - chiede a Coletto di “valutare se sospendere e riesaminare” i “project” già ideati ma che non sono ancora vincolanti per le Ulss. E si pensa subito al maxi-progetto per Padova ma anche al nuovo ospedale unico dell'Ovest Vicentino .Il terzo punto chiesto all'assessore è di prevedere d'ora in poi che l'eventuale firma di nuovi contratti di “project” con i privati non dovrà farla un'Ulss - che spesso, scrive la commissione, non ha nemmeno le strutture tecniche adeguate per valutare le clausole e per controllare poi i risultati - madovrà farlo la Regione con una delibera che «contenga tutte le norme». La commissione chiede anche alla Regione di dotarsi di "un nucleo altamente qualificato" di tecnici che supportino le Ulss nel rapporto con i privati. e si chiede di considerare che assegnare al privato i servizi non sanitari per decenni "costituisce una rigidità che non può essere conveniente" per le Ulss. Il presidente Padrin intende inoltre presentare una norma di legge, da inserire nel collegato alla finanziaria in materia di sanità:" ci vorrà il parere obbligatorio anche di palazzo Ferro Fini «sulla scelta di edificare nuovi ospedali. E proporremo anche una forma di monitoraggio annuale dei project financing ! in sanità, per quantificare anno dopo anno, i costi sostenuti e gl! i oneri futuri". Insomma una piena retromarcia rispetto alla scelta del precedente governatore veneto Galan che portava i project financing come modello da seguire per una buona edilizia sanitaria.
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