Sale l'acqua sotterranea. Sommersa la ciclabile di Montecchio Precalcino costruita in cava
La falda sotterranea, dopo settimane di piogge quasi incessanti è cresciuta a livelli record tanto da raggiungere quote che non si vedevano da quarant'anni. Le precipitazioni sono state del 50 per cento superiori alla media stagionale. L'aumento della falda acquifera del bacino vicentino sta provocando nuovi problemi per chi ha costruito seminterrati, cantine e scantinati o addirittura piste ciclabili come quella costruita nella cava di Via Cavedagnona ( vedi la foto pubblicata ).
L'impianto, da poco consegnato al Comune di Montecchio Precalcino dalla ditta costruttrice, è sommersa da alcuni giorni per almeno 30 centimetri d'acqua. Il dott. Lorenzo Altissimo direttore del centro idrico di Novoledo prevede un calo del livello di falda di pochi centimetri al giorno. Le risorgive stanno scaricando enormi volumi d'acqua, e quindi ci vorranno settimane prima che la falda decresca sufficentemente dalle quote attuali: il punto di rilevamento di Caldogno segna 56 metri sotto il livello del mare. L'impianto di Montecchio Precalcino, pronto per essere usato dai bambini e dai ciclisti, rimarrà inagibile per tutto l'inverno, sempre che una volta uscita l'acqua dall' infrastuttura, la sede stradale non subisca altri danni a causa del ghiaccio. Infatti le previsioni meteorologiche sono ancora in calo. Nella "mitica" Piana di Marcesina in altopiano di Asiago si sfiorano già i -17 gradi celsius. Soffre anche l'impianto di trattamento ghiaie, vicino all'impianto sportivo, costruito anch'esso sul fondo di cava. Le idrovore faticano a sollevare il mare d'acqua che sale dal sottosuolo, quasi come svuotare un secchio con un cucchiaio. Qualche timore arriva anche da esponenti dell'opposizione in Consiglio comunale di Montecchio. L'acqua sotterranea sta probabilmente lambendo anche le due discariche del paese dell'altovicentino con il rischio che in caso di infiltrazioni ci possa essere un contatto tra l'acqua e gli elementi inquinanti contenuti negli impianti di smaltimento dei rifiuti. Comunque è tutta la zona lungo la linea delle risorgive ad avere problemi. Si segnalano scantinati e garage interrati invasi dall'acqua a Sandrigo, Villaverla, Dueville -nel vicentino- e Tombolo, Cittadella, S.Martino di Lupari -nell'alta padovana- .Segnalazioni che arrivano continuamente anche al Centro idrico di Novoledo per chiedere consigli ai tecnici per chiudere le falle. " I costruttori edili dovevano saperlo quando si costruisce in zona di risorgiva, e " purtroppo c'è scarsa considerazione del possibile problema " afferma Altissimo " quando i costruttori hanno la malaugurata idea di costruire seminterrati in questi punti del territorio soggetti alla presenza sotterranea di acqua." Dopo il punto più basso di falda avvenuto durante la siccità del 2003 si è avuto un lento, ma continuo recupero del livello idrico e questi fatti lo dimostrano con chiarezza.
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