Enrico Letta del PD chiede le scuse dell'Italia al Veneto alluvionato
"L'Italia intera deve chiedere scusa a Vicenza e al Veneto per l'indifferenza sin qui dimostrata".Così ha commentato nel pomeriggio di ieri il vice segretario del Partito Democratico Enrico Letta in visita a Vicenza per rendersi conto dei danni che l'alluvione dell'1 novembre si è lasciata dietro. "Ho visto la devastazione, la difficoltà, la fatica e questo è uno dei casi in cui il nostro Paese deve dare il massimo - ha dichiarato dopo un breve sopralluogo assieme al sindaco Achille Variati. "Ho voluto venire di persona per portare un messaggio molto forte: penso che l'Italia intera debba chiedere scusa a Vicenza e al Veneto per l'indifferenza con cui in questa settimana ha guardato ad una vicenda che in realtà è drammatica.
La questione invece dovrebbe interessare tutta l'Italia, perché se il Veneto va in ginocchio anche dal punto di vista produttivo, la possibilità di una ripresa effettiva si allontana. Purtroppo invece il nostro Paese è oggi preso da discussioni che si avviluppano su se stesse e che nulla hanno a che fare con la realtà concreta". "Alle scuse, poi, devono seguire fatti molto concreti - ha aggiunto Letta -, sostenuti da un fronte unito, di tutte le forze politiche, attraverso la legge Finanziaria che andrà in discussione al Parlamento la prossima settimana. Il pacchetto immediato di aiuti dovrebbe essere articolato in tre direzioni: risarcimento a chi ha subito danni, sospensione delle tasse, dei pagamenti e dei mutui, come già applicato durante gli eventi catastrofici più importanti del nostro Paese, ed esenzione dal patto di stabilità interno dei Comuni e degli enti locali che in questo momento devono far fronte all'emergenza. In particolare la sospensione dei tributi significherebbe non esasperare le persone, dare un segno di attenzione e aiutare concretamente per il rilancio in un momento di crisi come questo. Di risorse ce n'è poche a livello nazionale, ma vanno trovate"."Soprattutto non deve essere liquidata la faccenda con appena quei 20 milioni che il Governo ha stanziato finora - ha aggiunto il sindaco Variati -, perché quelli servono per l'immediata emergenza. Sarebbe come dare un bicchier d'acqua a uno che sta morendo di fame. Serve invece un importante stanziamento in Finanziaria, che nel giro di 60 giorni arrivi alle imprese e alle famiglie, perché senza dotazioni in conto capitale a fondo perduto, con l'indebitamento o anche solo con una diminuzione della pressione fiscale, le imprese non ce la farebbero a ripartire: erano già in crisi, specie nel manifatturiero e nel commercio". "Mi auguro - ha concluso Letta - che questa sia una vicenda che serva a far capire che tagliare i fondi per la prevenzione dei dissesti idrogeologici alla fine diventa un boomerang, perché si pagano costi economici ed umani molto superiori a quelli che si sono risparmiati. Se non ci fossero stati i Comuni e i tantissimi volontari che hanno portato un grandissimo messaggio di solidarietà che è venuto all'intero Paese, non saremmo oggi in condizione di guardare al futuro, ma saremmo a piangere danni e fatti molto peggiori. Per questo ritengo che l'Italia debba chieda scusa a Vicenza".
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