Bossi a Schio: "Vediamo se Roma ci dà il federalismo democraticamente, per le doppiette si vedrà"

comizio-bossi-schioIl leader leghista ieri sera ha aperto la Festa Padana organizzata dalla sezione della Lega Nord di Schio, sagra che si protrarrà fino a domenica. Tra i temi ricorrenti, attacchi a Fini - «Che non rompa le scatole» - e a Galan, «Gli agricoltori li difendiamo noi, non li lasceremo soli». Umberto Bossi poi ha rassicurato i presenti che «a settembre arriverà il federalismo fiscale, dopo quello demaniale». E in risposta a un manifestante che gridava "Fuori le doppiette" (ovviamente rivolto a Roma), il leader del Carroccio, accompagnato dal figlio e "delfino" Renzo (soprannominato "Trota") ha precisato che «per ora chiediamo a Roma democraticamente tutto quello che si può ottenere, per i fucili poi si vedrà». Almeno tremila le persone assiepate ieri sera nell'area della Festa, a Schio, fra il palco e gli stand gastronomici.


«A settembre avremo il passaggio del federalismo fiscale. Ho chiesto a Tremonti - ha spiegato Bossi - di fare una miscela tra Irpef e Iva per fare un’unica tassa da dare alle Regioni. Veneto, Lombardia e Piemonte, insomma la Padania, avrebbero così un approvvigionamento adeguato alla loro reale forza economica». E dopo il federalismo il leader leghista pensa già al decentramento: «Oggi avere i ministeri tutti a Roma - sottolinea - vuol dire avere un sacco di posti di lavoro concentrati nella Capitale. In Inghilterra i ministeri sono stati spostati da Londra in altre città: dobbiamo fare così anche noi, dobbiamo portare i ministeri nelle capitali padane, Venezia, Milano e Torino, quei ministeri che oggi ingrassano Roma. I giovani che entrano ora nella Lega - ha concluso Bossi - li spingerò
a lavorare in questa direzione». Parlando dal palco della Festa padana di Schio, il leader del Carroccio non è stato tenero verso l'alleato Fini: «E' inutile che rompa le scatole, la Lega non perderà mai le elezioni». «In politica la lealtà è preziosa - ha sottolineato quindi il segretario federale del partito - se non hai uomini fedeli ti pugnalano alle spalle. Prima c’era chi rubava per il partito ora rubano al partito». Intervenendo quindi sul federalismo demaniale, Bossi ha detto ai suoi che «i beni dello Stato sono tornati a casa, a cominciare dai laghi e i fiumi. Sono tornati alle nostre regioni. Per celebrare questo fatto - ha proseguito - faremo una grande Festa dell’Acqua perchè le nostre acque non saranno cedute a nessuno stato che non sia il nostro». Infine, ringraziando i numerosi agricoltori e allevatori Cospa, presenti alla festa con le bandiere, Bossi non ha rinunciato ad attaccare Galan: «Quando era ministro Zaia andava in Europa a battere i pugni per voi, ora c'è Galan che va beh... non ha fatto una bella figura. Ma non vi lasceremo soli, parlerò io a Berlusconi e Tremonti». L'intervento è stato seguito da quelli del "delfino" Renzo Bossi e di Giampaolo Gobbo, sindaco di Treviso. Quindi, il "Va Pensiero" finale: arrivederci al 2011.