La riforma della scuola vista dal preside dell'Itis "Rossi" di Vicenza, Gianni Zen

La riforma degli Istituti Tecnici, dei Licei e degli Istituti Professionali dopo i pareri delle Regioni, del Consiglio di Stato e delle Commissioni parlamentari approda oggi, salvo imprevisti, in Consiglio dei Ministri per la definitiva approvazione.


Rispetto al testo approvato in prima lettura il 28 maggio scorso e su cui in
molti presidi italiano si era espressa
una valutazione sostanzialmente positiva, il
Regolamento che domani andra' in Consiglio dei Ministri   contiene alcune
limitate  novita' (qui cito in particolare gli Istituti Tecnici):

- l'avvio della riforma riguardera' solo le prime classi (e non anche le
seconde) ma nelle III, IV e V vi sara' una riduzione settinale di orario di
4 ore (da 36 a 32), scelte dalle   scuole sulla base di parametri
individuati dal Ministero che non dovrebbero penalizzare le discipline
tecniche.

- differenziazione tra quota oraria di compresenza di più' insegnanti
(insegnante disciplinare, insegnante Tecnico-pratico, tecnico di
laboratorio) e orario settimanale di laboratorio,  come richiesto da tanti
presidi,
per evitare che il contenimento delle compresenze gia'
previsto per il biennio (da 12 ore a 8)per ottenere risparmi e ridurre
sprechi senza comportare automaticamente una riduzione delle ore di
laboratorio  e
consentire ai presidi un uso flessibile delle risorse umane.

- eliminazione, come richiesto nel parere del Consiglio di Stato, del
riferimento al Comitato Tecnico Scientifico, in quanto per Regolamento non
si puo' modificare una legge (quella sugli organi collegiali che non
prevede per tutte le scuole un Comitato). Tale organismo pero' potra'
essere istituito dalle scuole che desiderano avere più' intensi rapporti
col sistema produttivo e col territorio in base alle norme che disciplinano
l'autonomia scolastica (DPR 275 del 1999).

Accogliendo una mia richiesta in una riunione della Delivery Unit nazionale,
e' stato eliminato il Liceo
Scientifico-Tecnologico (che andava in conflitto col rilancio degli
Istituti Tecnici e costituiva una denominazione ingannevole, a cui non
corrispondeva pressoche' nulla di tecnologico).

Si e', alla fine di una lunga ricerca,  deciso di definire "delle scienze
applicate" l'opzione del Liceo Scientifico senza latino (e con un maggiore
numero di ore dedicate alle scienze).

E'  prevedibile che i commenti che accompagneranno l'approvazione del
riordino siano ispirate al tema dei tagli e alla chiusura  delle numerose
sperimentazioni. A cio' si aggiunga la prevedibile reazione negativa di
ogni corporazione disciplinare che vede ridotto il monte ore di tale o
talaltra disciplina (i chimici in primis).

Per parte mia, come pensiero positivo che deve sempre accompagnarci,
l'obiettivo e' sottrarsi alle polemiche e  lavorare sul
territorio (come gia' il Club dei 15, Confidustria Lombardia e Veneto,
Assolombarda,  Unione di Torino e Confindustria Bari stanno facendo con
grande impegno) a partire dall'orientamento, dalla diffusione dei Comitati
Tecnico-scientifici con la presenza degli imprenditori, dalla formazione
degli insegnati alle scienze integrate e alla didattica per competenze, al
rilancio dei laboratori anche copn investimenti privati, coinvolgendo
l'intero sistema associativo.

Per quanto riguarda i laboratori (tema centrale per le imprese che hanno
necessita' di diplomati con aggiornate competenze professionali) abbiamo
chiesto al Ministero del tesoro
di chiedere che nell'ambito dei proventi dello scudo fiscale bis siano
destinate risorse al rinnovamento delle dotazioni dei laboratori e al
contenimento della riduzione di organico prevista per il contingente del
personale ATA, limitatamente agli assistenti tecnici di laboratorio (ATA
livello V) che garantiscono la manutenzione e l'apertura dei laboratori.

Il numero di bidelli (cinque volte quelli presenti rispetto alla scuola
tedesca) ha infatti indotto il MEF a tagli draconiani che oltre ai bidelli
hanno colpito anche i tecnici di laboratorio (costringendo in diversi casi
i presidi a non poter usufruire dei laboratori per mancanza di personale).
ciao

gianni zen