I sapori di Parenzo, tra storia e modernità

parenzo-by-nightQuando si parla di mediterraneo, si pensa al vino e all'olio. Il sole, i colori, il clima riempie di profumi odorosi tutte le coste e l'entroterra delle nazioni che vi si affacciano. Siamo andati in Istria a Porec, l'antica Parenzo, di veneziana memoria, quando ancora era una cittadina marinara dominata dalla Repubblica Serenissima. Ma Porec è ancora più antica: infatti la sua storia inizia 6.000 anni fa con i Romani ( Parentium ). Ancora adesso è percorribile a piedi  il DECUMANO centrale che attraversa per lungo l'abitato storico. La paleocristiana basilica EUFRASIANA, è la perla incofondibile di Parenzo. Sorta nel 6°secolo Dc. è stata inclusa dall'Unesco, nel 1997, nella lista dei patrimoni dell'umanità. Passeggiando per le strade della cittadina che si affaccia sull'Adriatico si possono vedere le architetture veneziane medioevali con le caratteristiche bifore arcuate. Poi la storia è cambiata: prima austriaca, poi italiana, infine definitivamente slava, per la precisione croata. Ma il ricordo storico della presenza italiana in Istria rimane nei cittadini della costa, tanto che sono quasi tutti bilingue. L'agricoltura, dopo un periodo di stasi, sta rifiorendo per la volontà e la passione di centinaia di piccoli imprenditori agricoli che stanno rimodellando il paesaggio con nuovi vigneti e uliveti, togliendo spazio, un pò alla volta, ai bassi boschi spontanei che avevano coperto le campagne della costa istriana.

 Ormai le vecchie tecniche produttive sono scomparse, tanto che anche qui sorgono musei etnici della cultura contadina a ricordo della fatica di un tempo. Ora i vigneti e gli uliveti vengono messi a dimora secondo tecniche moderne e nelle cantine si presta attenzione alla qualità del prodotto, dalla pigiatura alla maturazione in botte, fino alla distribuzione. Pure gli ulivi vengono "riammodernati". Gli antichi olivi, poco produttivi, vengono sostituiti da nuove piante provenienti prevalemente dalla toscana e dal veneto e le olive vengono raccolte prima della completa maturazione per ottenere così gusti più corposi e fruttati. Con la collaborazione del'assessorato istriano dell'Istria abbiamo visitato tre realtà produttive locali: dalla più grande alla più piccola per capire il salto di qualità che hanno raggiunto il vino e l'olio locale come i CABERNET SAUVIGNON (11,5%) dal gusto intenso di ciliegia e le chiare malvasie, tipici vini bianchi del luogo. Alcuni di questi prodotti hanno vinto prestigiosi premi internazionali come il MUSKAT RUZA (Moscato rosa) prodotto dal Consorzio Agrilaguna che ha vinto il primo premio al Concorso Mondiale di Moscati, edizione 2009, tenutosi in Francia, o lo strepitoso MALVASIA della piccola azienda Angelo Brcic, che nel 2008 ha vinto la medaglia d’oro, primo vino assoluto in campo nazionale croato (14,00%), dall’aroma inconfondibile, profumo intenso e gusto corposo. Ma l'Istria non finisce qui: il viaggio potrebbe continuare all'infinito come sono infinite le sue particolarità curiose, dalla storia all'enogastronomia. Il turismo è una voce fondamentale, oltre all'agricoltura, nell'economia istriana. Per questo l'accoglienza è sempre benevola e il confort assicurato.

istria, ragazza con bicchiere di vino

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