Omaggio a Mario Rigoni Stern: dalla maratona letteraria al Premio di Asiago
Il vicentino si mobilita per ricordare a tre anni dalla scomparsa il grande scrittore altopianese Mario Rigoni Stern. Per celebrare l'autore di "Sergente della neve" 60 lettori, mobilitati da Paola Lugo hanno letto, sotto la loggia del Capitaniato in Piazza dei Signori a Vicenza, il libro " La Storia di Tonle". Dalle 20 di giovedì 16 giugno fino alla mezzanotte giovani studenti, amanti della lettura, e appassionati della lettura a voce alta si sono alternati per leggere le 102 pagine del piccolo volume scritto da Rigoni Stern. Il racconto di Tönle Bintarn è la memoria storica dell’autore: delle sue origini, dei suoi antenati, di un mondo ormai lontano che l’evento della Grande guerra ha cercato di distruggere. La vicenda si snoda attraverso gli ultimi anni dell’impero austro-ungarico, tra le contrade appartenenti a Francesco Giuseppe, presso le montagne di Asiago. La vita era dura, il contrabbando un mestiere antico come il mondo, così come antiche sono la fatica, la fame, la povertà della gente di montagna. Tönle Bintard è l’emblema della libertà, è la radice ancestrale che lega l’uomo alla natura, ai suoi monti, alle sue abitudini, alle stagioni della vita, agli autunni dal rosso pastello delle foglie, agli inverni silenziosi, al fumo odoroso della legna nel camino.Mario Rigoni Stern ha seminato in questo racconto un pezzo della sua anima antica, la forza del Ricordo, in un intreccio tra gente comune, fatica e gioia di vivere in simbiosi con la natura, dove le vicende storiche della grande guerra si insinuano nel fitto del bosco, fra le prime luci dell’alba, nel silenzio cristallino della neve d’inverno. All'evento, organizzato dall'assessorato alla Cultura di Vicenza, ha partecipato come ospite il figlio di Rigoni Stern, Ulderico assieme alla moglie Adriana. Le celebrazioni in omaggio allo scrittore vicentino sono continuate sabato 18 giugno al Palazzo del Turismo di Asiago con la consegna del "Premio Mario Rigoni Stern per la letteratura multilingue delle Alpi, sezione saggistica" ad Alexis Bétemps per l'opera “La vita negli alpeggi valdostani nella prima metà del Novecento”(Priuli & Verlucca, 2009). La giuria composta da intellettuali come Ilvo Diamanti e Innocenzo Cipolletta hanno motivato il premio per la descrizione rigorosa della cultura valdostana. Presentato sia in lingua francese che in lingua italiana, il libro di Bétemps, di Saint-Christophe in Valle d’Aosta, punta direttamente a quel contesto culturale popolare e multilingue, laborioso e umile quanto solidale ed autonomo, che, come abbiamo tutti appreso dall’indimenticata grande epopea di Tönle Bintarn, rappresenta la dote più importante dei popoli dell’arco alpino per un mondo di pace.”
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