Il fascino delle stelle raccontato da Margherita Hack

  Libro Universo di Margherita HackIl fascino delle stelle coinvolge proprio tutti. L'astrofisica Margherita Hack ha entusiasmato, il  folto pubblico che ha riempito sabato scorso, il palazzetto dello sport di Cogollo del Cengio. Persone di tutte le età hanno riempito la struttura sportiva con decine e decine di persone rimaste fuori. La scienziata toscana, invitata dall'amministrazione comunale per la prima edizione di "Cogollo del Cengio incontra...", come una "star" coinvolge l'attenta platea con la sua vitalità di ricercatrice appassionata. Davanti al palco bambini delle elementari e medie sfogliavano con interesse curiosa l'ultimo libro di divulgazione scientifica dell'astrofisica fiorentina "L'universo di Margherita Hack". La scienza interessa ancora - ha affermato la Hack in apertura di serata - anche se con la cultura non si mangia, come ha dichiarato un nostro ministro. Gli altri paesi investono nella scienza; noi formiamo degli ottimi ricercatori e poi li facciamo andare via". Diventata prima direttrice donna di un osservatorio italiano, durante il suo lungo intervento a Cogollo del Cengio, con la sua nota chiarezza espositiva, la Hack ha affrontato vari temi scientifici: l'esistenza di vita nell'universo, l'energia e la materia oscura, i progetti di osservazione dei pianeti, ribadendo che l'Italia ha una parte fondamentale in queste ricerche astronomiche. Ad una domanda del sindaco Calgaro che chiedeva se l'astronomia è una scienza esatta, Hack risponde: "Certo, l'astrofisica è una scienza precisa: una stella è una sorta di pallone di gas che ha delle forze di attrazione e repulsione che si possono misurare con assoluta precisione. Ma quando i sistemi diventano complessi come la Terra, fatta di roccie, acqua e gas le cose si complicano, con il rischio concreto di poter commettere errori". Partecipava alla conferenza anche il giovane 24enne, laureando in astronomia all'Università di Padova, Gabriele Rodeghiero. Come tesi di laurea sta studiando le reazioni di un nuovo sistema di propulsione da utilizzare nelle sonde meteorologiche a gas leggero. L'idea nasce nel dicembre del 2009, assieme ad altri otto studenti, tutti veneti. Scelto dall'ESA, Agenzia Spaziale Europea, nell'ambito del Programma REXUS-BEXUS, offre la possibilità di far volare a bordo di un razzo (REXUS) o di un pallone stratosferico (BEXUS) esperimenti ideati da team di studenti universitari provenienti da tutta Europa. L'Agenzia Spaziale ha selezionato, fra tutti, il progetto ideato da Rodeghiero e dai suoi colleghi - denominato SCRAT - che lo scorso 9 ottobre, dopo un anno di intenso lavoro, è stato lanciato con successo a bordo del Pallone stratosferico BEXUS10 dalla base spaziale di Esrange, a Kiruna in Svezia.