Parole mate V puntata, il maglio di Breganze tra fuoco ed acqua

  maglio-di-breganze-brugnoloCon Nicola Brugnolo stavolta entriamo nel maglio di Breganze. L'antico opificio, sembra aver avuto inizio nei primi anni del XVI° secolo, in concomitanza dell'introduzione di particolari macchinari per battere il ferro nei vari distretti minerari del nord-Italia, vicentino compreso. Il Museo del Maglio di Breganze, ancora completo dei suoi principali strumenti produttivi e della varietà di attrezzi manuali appartenuti all'ultimo fabbro operante, Angelo Giusto Tamiello, si presenta unico del suo genere nel vicentino, e può a pieno titolo rappresentare la memoria storica delle numerose officine di questo tipo presenti un tempo sul territorio. Assieme a Bruno Tamiello, ultimo impareggiabile custode, figlio di Angelo siamo entrati in questo affascinante luogo di Breganze per raccontare con la Poesia di Ernesto Calzavara il lavoro, la fatica, ma anche la passione che mettevano nel lavoro tutti gli artigiani e gli operai della terra veneta, e nel maglio in particolare per il lavoro della forgiatura dei metalli.

 Da un pezzo di ferro senza corpo, nascevano da mani sapienti gli attrezzi utili al lavoro dei contadini per dissodare, vangare, spostare la terra. Prodotti che assumevano anime sonore quando venivano battuti contro un incudine. Un luogo quasi ancestrale, cupo, cinereo per la polvere di carbone accumulato dal tempo. Un luogo straordinario che adesso, per la volontà di Bruno Tamiello, è diventato museo di archeologia industriale del lavoro di forgiatura e di formatura di attrezzi. Tuttora si può vedere il movimento delle macchine mosse dalle ruote idrauliche. Un museo vivo, dunque, e per questo anche luogo poetico dove può coesistere, secondo noi, anche la musica classica in contrappunto al ritmo sincopato del ferro battuto. maglio-di-Breganze-musicistDue giovani talenti breganzesi, Sergio Gasparella al clavicembalo e Alessandro Simoni al flauto traverso, della Orchestra giovanile di Breganze hanno riempito l'atmosfera arcana del maglio con le note di Bach, Haendel e Telemann, mentre la sonorità della lingua veneta di Calzavara racconta la fatica del lavoro aiutato a Breganze dalla forza della energia rinnovabile per eccellenza nella pedemontana: l'acqua.