Teatro, Il caffè goldoniano si beve in villa

La bottega del caffè commedia di Carlo GoldoniSignori e signore, stasera il caffè si beve in villa. Battute a parte, sabato scorso 3 luglio la compagnia teatrale Ensemble diretta da Roberto Giglio ha messo in scena la commedia settecentesca scritta da Carlo Goldoni "La bottega del Caffè" nel parco della storica villa Da Schio di Costozza di Longare. Tra statue di pietra berica e profumi estivi del parco gli attori e le attrici dell'Ensemble hanno riproposto la piece teatrale in cui il caffè la fa da padrone e il bottegaio, Ridolfo, unico saggio della commedia, cerca di aiutare uno scapestrato giovane Eugenio, incline al gioco d'azzardo e alle delizie dell'alcova. Una commedia che in certi sensi può sembrare ancora attuale in cui si predilige la maldicenza, le furberie e il gossip ozioso.

 Naturalmente Goldoni si diverte e fa divertire con la sua satira sottile ed acuta di osservatore del suo mondo piccolo borghese che stava declinando verso la dissoluzione. La commedia goldoniana proposta dalla Ensemble si inserisce nella rassegna teatrale "Teatroincontri" organizzata dalla Provincia di Vicenza con la collaborazione del Comune e della Proloco di Longare. Gli interpreti sono nell'ordine: Ridolfo: Giampiero Pozza; Trappola/Birro: Roberto Giglio; Vittoria/Pandolfo: Irma Sinico; Don Marzio: Claudio Manuzzato; Eugenio: Tierry Di Vietri; Lisaura/Placida: Silvia Boeche; Conte Leandro: Alex Vit; Regia di Roberto Giglio.

Alcune note sul caffè:

Nella seconda metà del secolo XVI il caffè, come merce, varcò i confini orientali per approdare in Europa. Arrivò a Venezia intorno al 1570, introdotto, secondo alcuni documenti storici, dal padovano Propero Alpino, noto botanico e medico. All'inizio solo i ricchi potevano permettersi di bere l'esotica bevanda: bisognava acquistare il caffè nelle farmacie. Dopo l'apertura della prima Bottega del Caffè, non molto dopo ne seguirono molte altre. Nel 1763 Venezia contava già 218 locali, che diventarono luoghi di incontro per innamorati e corteggiatori che accompagnavano l'invito alle amanti con un cabaret di cioccolata, anch'essa introdotta a Venezia dopo le scoperte americane di Cristoforo Colombo.